

A tre anni dalle elezioni, prende forma l’ipotesi di un’alleanza larga, capace di tenere insieme sensibilità diverse: dal Movimento 5 Stelle ad Azione, passando per Italia Viva e Sinistra Italiana
Il Campidoglio resta un terreno ancora incerto, attraversato da equilibri fragili e trattative aperte. Ma sul fronte regionale il centrosinistra cambia passo e prova a giocare in anticipo.
Nella sala congressi di via dei Frentani, il Partito democratico mette in scena una prova di unità: attorno allo stesso tavolo siedono tutte le anime dell’opposizione alla giunta guidata da Francesco Rocca.
Non è solo un incontro politico, ma un segnale preciso. A tre anni dalle elezioni, prende forma l’ipotesi di un’alleanza larga, capace di tenere insieme sensibilità diverse: dal Movimento 5 Stelle ad Azione, passando per Italia Viva e Sinistra Italiana. A convocare il tavolo è il segretario regionale Daniele Leodori, che punta a trasformare il confronto in un percorso stabile.
Ad aprire la giornata è l’intervento del capogruppo dem Mario Ciarla, che non risparmia colpi. Il bersaglio è l’operato della maggioranza regionale, accusata di muoversi tra nomine contestate, tensioni sugli enti e una gestione ritenuta poco incisiva.
Tra i dossier citati, le vicende legate alle partecipate e il caso Ater, simbolo – secondo l’opposizione – di una macchina amministrativa in affanno. Non manca una stoccata anche sul ritmo dei lavori del Consiglio, giudicato troppo lento per affrontare le emergenze del territorio.

Il confronto si allarga poi ai numeri. Sul palco salgono economisti e osservatori, chiamati a leggere lo stato di salute della regione. Il direttore della SVIMEZ, Luca Bianchi, mette in evidenza un paradosso: l’occupazione cresce, ma non basta a ridurre le disuguaglianze. A pesare è la diffusione di lavori poco retribuiti, che mantengono una parte della popolazione in condizioni di difficoltà.
Sul fronte sanitario, il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, richiama l’attenzione sulle criticità del sistema: liste d’attesa ancora lunghe e servizi sempre più rarefatti nelle aree interne, dove l’accesso alle cure diventa un percorso a ostacoli.
Nonostante il clima di dialogo, le distanze tra i partiti non scompaiono. Il tema più delicato resta quello dei rifiuti. Il Movimento 5 Stelle, rappresentato tra gli altri da Adriano Zuccalà, continua a opporsi al progetto del termovalorizzatore di Santa Palomba, sostenuto invece da altre componenti della coalizione.
Una frattura che pesa, ma che i promotori del “campo largo” provano a ridimensionare guardando al precedente della giunta guidata da Nicola Zingaretti, quando alleanze diverse riuscirono a convivere in nome di un obiettivo comune.
L’immagine che esce dall’incontro è quella di una coalizione che prende forma ai vertici, ma che deve ancora misurarsi con il territorio. In sala soprattutto amministratori, dirigenti e addetti ai lavori. Più defilata, invece, la partecipazione dei cittadini.
Un segnale che racconta bene la fase: il progetto c’è, la strategia anche. Ma la vera sfida, da qui ai prossimi anni, sarà trasformare l’intesa politica in consenso reale, capace di uscire dalle stanze dei partiti e parlare a tutta la regione.
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