

Parte la sperimentazione per l’assistenza sociosanitaria innovativa a favore degli anziani
Un teatro di periferia, Tor Bella Monaca, si è trasformato oggi nel palcoscenico di una sfida che guarda al futuro dell’assistenza agli anziani.
È qui che la Regione Lazio ha presentato il “Progetto Anchise”, la prima sperimentazione nazionale della Legge 33/2023 sulla non autosufficienza, destinata a cambiare il volto della cura domiciliare per over 80, pazienti oncologici e persone fragili.
A illustrare i dettagli sono stati il presidente Francesco Rocca e l’assessore ai Servizi sociali Massimiliano Maselli, affiancati da un parterre istituzionale e accademico di primo piano: dal prefetto di Roma Lamberto Giannini al vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera Luciano Ciocchetti, fino al rettore di Tor Vergata Nathan Leviadi Ghiron e a monsignor Vincenzo Paglia della Comunità di Sant’Egidio.
Non più soltanto cure mediche, ma un percorso che intreccia sanità, inclusione sociale e comunità. Il Progetto Anchise punta a sperimentare una presa in carico completa dell’anziano fragile: dall’invecchiamento attivo al cohousing, dalla telemedicina al sostegno contro la solitudine, fino a un continuum assistenziale che accompagni la persona in ogni fase della vita.
«Con Anchise compiamo un passo concreto verso un nuovo modello di assistenza – ha dichiarato Rocca – capace di mettere davvero al centro la persona anziana e fragile. L’obiettivo è costruire una rete che non lasci mai soli i nostri anziani, rafforzando dignità e benessere quotidiano».
Non è un caso che la sperimentazione parta dal VI Municipio di Roma, area con forti fragilità sociali e sanitarie.
Qui, per due anni, il progetto sarà sostenuto da una dotazione di 1,5 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo, coinvolgendo Regione, Roma Capitale, università, Asl e Policlinico Tor Vergata.
«Il Lazio è la prima Regione ad applicare la legge nazionale sulla non autosufficienza – ha spiegato Maselli –. Partiamo da un territorio simbolico per poi estendere il modello all’intera Regione. La vera sfida è trasformare l’assistenza in un’esperienza di comunità, in cui nessuno resti indietro».
Con una popolazione sempre più anziana, il progetto assume un valore strategico: non solo curare, ma prevenire l’isolamento e ridare centralità alle periferie come luoghi di vita e relazioni. Una sfida ambiziosa, che fa del Lazio una regione apripista nel ripensare le politiche per la terza età.
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