

L’associazione “CittadinInsieme”, che per la prima volta compare in pubblico ai nostri occhi con l’articolo “Colli Aniene: via Compagna e via degli Alberini terra di conquista”, scaglia sull’attività del nostro collettivo delle accuse di inaudita violenza e sproporzioni, tali che abbiamo ritenuto di dover informare su di esse i nostri legali con lo scopo di accertare con precisione se costituiscano reato nei nostri confronti.
In questa risposta non intendiamo nemmeno difenderci dall’ingiuria di averci associato ad un atto vandalico come la distruzione dei vetri di alcune vetture. Una volgare bassezza come questa si commenta da sé. Come quella che ci addita di non pagare utenze e tasse (noi le utenze le abbiamo chieste ma non ci sono state concesse per problemi tecnici e non paghiamo tasse, semplicemente perché non svolgiamo attività che generano lucro).
Probabilmente per costoro non è chiaro che il nostro gesto di rottura con la legalità (l’occupazione) resta un atto sociale forte per la riaffermazione del valore della legalità stessa: è evidente per tutti che il nostro fine non consiste nell’appropriarci di uno stabile per scopi personali (e men che meno illeciti di per sé), bensì di costruire una vertenza di quartiere su uno spazio abbandonato; e se questo concetto non è stato chiaro finora, cogliamo l’occasione di affermarlo adesso, perentoriamente.
Si può non condividere il nostro metodo di azione, ma non consentiamo a nessuno di rivolgersi al nostro collettivo come si farebbe nei confronti di una banda di criminali. Noi non intimidiamo nessuno, perché ciò che facciamo è visibile come i nostri volti, e non anonimo come certi articoli, come certe pseudo-raccolte firme e come certe campagne strumentali contro di noi.
Noi siamo cittadini di questo quartiere a pieno titolo e da anni e ci battiamo in prima persona contro la speculazione, per un quartiere più decente e vivibile. Noi non abbiamo tornaconti personali. Noi non chiediamo il voto a nessuno. Noi non cerchiamo di scaricare i nostri disagi su chi ci abita accanto. Ci siamo sempre e solo sforzati di chiedere a chi ha il potere di decidere di lavorare a favore della crescita sociale e civile del nostro territorio. E basta.
Al di là di ciò che da adesso in poi competerà alla magistratura, crediamo di poter chiudere la diatriba sull’occupazione dell’impianto di via degli Alberini, aperta da un articolo comparso qualche giorno fa a firma di F.C. con l’invito a tutte e tutti coloro che abbiano degli argomenti fondati e siano disposti ad esporli civilmente a confrontarci in pubblico.
Proponiamo, anzi, ad "Abitare a – V municipio" di organizzare con noi un incontro aperto alla cittadinanza ed ai rappresentanti politici locali, decidendo di comune accordo il luogo e la data dell’appuntamento e pubblicizzandolo ognuno per i propri canali.
Diciamo anche che nei prossimi giorni saremo proprio sotto i fabbricati più vicini all’impianto che ci ospita per parlare con chiunque lo desideri su quello che facciamo. Tra l’altro a nessuno mai è stata negata finora la possibilità di entrare negli stabili occupati per verificare cosa vi si svolge all’interno. In tanti lo hanno fatto ed hanno trovato sempre persone disponibili ed aperte invitiamo pertanto tutte e tutti ad entrare, senza remora. Assicuriamo che non mangiamo nessuno.
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