Richiesto il ritorno della caserma dei Carabinieri a Settecamini

Presentata istanza per il recupero della sede di via Rubellia
Marco Picozza - 2 Novembre 2022

I Comitati di Quartiere di diverse zone del quadrante esterno del IV e VI Municipio hanno presentato il 29 ottobre un’istanza per il rientro della Caserma dei Carabinieri nel quartiere Settecamini.

La vicenda muove le basi nel 2018, ossia quando la caserma dei Carabinieri di Settecamini, ubicata in via Rubellia, veniva transitoriamente trasferita nel comune di Guidonia Montecelio, a causa della sopravvenuta inagibilità dell’edificio, dovuta a danni derivanti da una serie di infiltrazioni di acqua piovana. Già all’epoca i cittadini avevano esercitato pressioni affinché, nonostante il trasferimento dovesse essere solo temporaneo, la struttura potesse rimanere comunque nello stesso quartiere, visto che il presidio dei Carabinieri era presente nella sede di via Rubellia fin dal 1916. (foto caserma via Rubellia)

La caserma in questione, nello specifico, risultava essere la struttura di competenza di diversi quartieri del quadrante (tra questi menzioniamo Settecamini, Case Rosse, Nuova Ponte di Nona, Villaggio Falcone, Colle degli Abeti, Casal Monastero, Sant’Alessandro, Lunghezza, Villaggio Prenestino e parte della Rustica, i Comitati di Quartiere dei quali sono tutti firmatari dell’istanza) per un totale complessivo di circa 150.000 residenti.

Nell’istanza viene ricordato alle istituzioni come la caserma dei carabinieri fosse l’unico presidio di sicurezza territoriale, dal momento che su questa vasta porzione di territorio non sono presenti né commissariati di polizia né sedi distaccate di polizia locale o di guardia di finanza.

I firmatari hanno sottolineato nell’atto come l’attuale stazione, ubicata nel comune di Guidonia, sia lontana e mal collegata, creando sia disservizi per i cittadini che vi si debbono recare, sia inefficienze operative, vista la lontananza tra la caserma e gran parte delle zone di riferimento e visto che in caso di intervento le volanti vengono inviate dalla “caserma madre” di Tivoli, anch’essa non direttamente collegata ai quartieri per i quali è prevista la copertura operativa.

Viene inoltre evidenziato dai firmatari che -proprio a seguito del trasferimento della caserma- è notevolmente aumentato il volume degli episodi di criminalità nella zona, così come è possibile evincere anche dalle denunce presentate in questi ultimi anni nel commissariato PS di San Basilio o nella sede di Guidonia dei Carabinieri (oltretutto si ricorda che molte denunce per reati minori spesso non vengono denunciati proprio per via della scomodità dell’ubicazione della caserma dei Carabinieri che spinge in alcuni casi i cittadini a rinunciare). Tale aumento dell’attività criminale inoltre ha spinto i cittadini di alcune delle zone in questione (es. Nuova Ponte di Nona) a stipulare degli accordi di vigilanza privata per sopperire a tale carenza e per garantire ai residenti un certo grado di tutela territoriale.

Tutti questi motivi hanno perciò spinto i cittadini dei quartieri interessati a presentare un’istanza ad una serie di soggetti istituzionali che vanno dai Ministeri dell’Interno e della Difesa al Sindaco di Roma, in cui si chiede l’avvio immediato della procedura volta a ristrutturare l’edificio di via Rubellia nonché l’individuazione immediata di un edificio nello stesso quartiere che possa ospitare la caserma dei carabinieri in attesa che tali lavori di ristrutturazione giungano a termine.

Khaty Crimeni, Presidente del Comitato di Quartiere di Settecamini che si è occupata della stesura dell’atto in qualità di avvocato, ha dichiarato quanto sia inammissibile il fatto che dopo quattro anni non siano ancora stati avviati i lavori di ristrutturazione della caserma. Ciò penalizza le ragioni di giustizia e sicurezza di un territorio di vastissime proporzioni dove -come già ricordato- risiedono circa 150.000 persone e dove sono presenti situazioni di criticità che in alcuni casi superano una certa soglia di pericolo. “Siamo determinati ad andare fino in fondo, se sarà necessario fino alla Corte di Giustizia della Comunità Europea”, ha dichiarato la Presidente Crimeni. “Nell’iter di stesura del documento”, ha concluso Crimeni, “è stata determinante la collaborazione dei comitati di quartiere dei territori ricadenti nella competenza della caserma dei carabinieri di Settecamini, con i quali abbiamo agito in assoluta sintonia. Un ringraziamento speciale va anche all’Unione dei comitati del VI Municipio, ed ai Comitati di quartiere di Colli Aniene, Torraccia Pietralata e Pratolungo che hanno firmato l’atto per darci supporto.”

Dar Ciriola

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