Rinaldo in campo al teatro Sistina

Per la regia di Massimo Romeo Piparo con Serena Autieri e Fabio Troiano nei ruoli di Angelica e del bandito Rinaldo Dragonero.
di Elisabetta Ruffolo - 30 Dicembre 2011

Al Teatro Sistina, con il patrocinio del Senato della Repubblica per i contenuti interessanti e culturali, dal 27 dicembre “ Rinaldo in campo” per la regia di Massimo Romeo Piparo con Serena Autieri e Fabio Troiano nei ruoli di Angelica e del bandito Rinaldo Dragonero.

Il regista Piparo, ha sottolineato che è una nuova edizione e non una rimessa in scena, nata dall’idea di Pietro Garinei che anni fa gli aveva chiesto di ringiovanire lo spettacolo.

Come cantano i garibaldini, il tricolore nacque “dal bianco dei capelli di una madre, con il verde di due occhi tanto belli, dal rosso sangue dei fratelli” e di patriottismo è intriso tutto lo spettacolo.

Le innovazioni di Piparo rispetto alle precedenti edizioni, sono la cartina geografica italiana capovolta sulla quale passano titoli di giornali legati all’attualità.

E’ una storia d’amore, intrisa di romanticismo. Narra di un brigante siciliano (Rinaldo) che incontra nel suo cammino una giovanissima baronessina (Angelica) che abbandona gli agi della sua famiglia per inseguire il sogno dell’unità d’Italia. Grazie a lei Rinaldo si redimerà unendosi a Garibaldi per liberare l’isola dai Borboni. 

Sul palco troviamo anche Rodolfo Laganà che riprende dopo venticinque anni, i panni di Chiericuzzo infiltrato romano tra i garibaldini.

Nel ruolo del Vicerè Gianni Ferreri che rende l’idea del politico borbone napoletano che come una canna al vento si muove a seconda dell’utilità. I costumi sono di Santuzza Calì che ha dichiarato che il costume deve aiutare l’attore ad essere quello che è. Ha vestito i garibaldini con calzonacci e la camicia rossa aperta su una maglietta bianca a rappresentare i colori della bandiera.

Il corpo di ballo è composto da ventuno elementi, dieci uomini e undici donne.

Si è cercato di rendere la lingua siciliana un po’ più credibile rispetto a cinquant’anni fa. Nel 1961 quando fu rappresentato per festeggiare i cento anni dell’Unità d’Italia, lo spettatore aveva un solo canale e solo carta e penna per comunicare.

Oggi siamo nell’era di Twitter, dei tablet, tutto è cambiato. Piparo si è preoccupato di ridistribuire le cose nello stesso modo, dando un altro ritmo. Invece di battuta, silenzio, pausa, si ha subito la controbattuta.

Rinaldo in campo rimane una commedia dove si ride e dove è forte il lato romantico.  


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