

Nel pacchetto c’era anche una novità assoluta: l’introduzione di una tariffa minima di 12 euro, fino ad oggi assente. Anche quella, al momento, resta in stand-by
Sedici anni senza rincari. E ancora si aspetta. Dovevano scattare il 12 settembre gli aumenti per i taxi con licenza a Fiumicino, ma alla vigilia l’amministrazione comunale ha deciso di tirare il freno.
La giunta Baccini ha infatti sospeso in autotutela la delibera che, poco più di un mese fa, aveva ritoccato al rialzo le tariffe ferme dal lontano 2007.
Un dietrofront clamoroso, arrivato dopo i rilievi dell’Autorità di regolazione dei trasporti e le pressioni delle sigle sindacali di categoria.
Nel documento approvato ad agosto era previsto un aumento del 34%, con tariffe fisse che – numeri alla mano – sarebbero risultate più care di quelle applicate a Roma e, in alcuni casi, persino meno convenienti rispetto al tassametro a consumo.
Per intenderci: una corsa dall’aeroporto Leonardo da Vinci al centro di Roma (entro le Mura Aureliane) sarebbe passata da 60 a 80 euro, stessa cifra prevista per Ciampino. Dal porto di Civitavecchia, invece, la tariffa sarebbe salita da 110 a 148 euro. Tutti rincari che ora restano congelati.

La stessa delibera di sospensione parla di “incongruenze” e di “presunte anomalie di progressione tariffaria” che, se applicate, avrebbero potuto produrre effetti distorsivi e penalizzare gli utenti. Da qui la scelta di rimettere mano al provvedimento, affidando agli uffici una ricognizione più accurata dei criteri da adottare.
Per i tassisti del litorale, 34 licenze in tutto, si prospetta dunque un nuovo rinvio. Gli aumenti arriveranno, ma non con queste modalità.
Nel pacchetto c’era anche una novità assoluta: l’introduzione di una tariffa minima di 12 euro, fino ad oggi assente. Anche quella, al momento, resta in stand-by.
In attesa della prossima mossa, resta la certezza di un paradosso: a Fiumicino le tariffe dei taxi continuano a parlare il linguaggio del 2007.
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