

Rimane molto alta la propensione al risparmio (87% dei casi) anche se solo il 34% degli intervistati è riuscito a risparmiare
ROMA 30 ottobre 2008 – La crisi internazionale preoccupa molto i risparmiatori italiani e nell’ultimo anno due persone su tre sono andate incontro a disagi o difficoltà. Dalla consueta indagine annuale realizzata dall’Acri in collaborazione con Ipsos, in vista della Giornata Mondiale del Risparmio il 31 ottobre, emerge che la percezione del futuro dell’economia rimane improntata a un forte pessimismo, ma non è comunque particolarmente peggiore di quello del 2007, già estremamente diffuso.
"E’ come se gli italiani avessero già introiettato la percezione della crisi e le preoccupazioni degli ultimi giorni non stiano aggiungendo nuovi elementi di negatività", spiega l’Acri precisando che la percentuale dei soddisfatti della propria situazione economica rimane al 51% (molti più al nord che al centro-sud), "ma ciò non vuol dire che la crisi internazionale non abbia determinato effetti negativi". Come lo scorso anno, il tenore di vita è ritenuto peggiorato negli ultimi anni dal 65% del campione: i 2/3 di italiani che nel 2008 hanno avuto disagi sono in linea con quelli del 2007, ma sono aumentati del 2% coloro che sono passati da una situazione di difficoltà a uno stato di difficoltà grave (il 21%, con circa un pensionato su 4 in difficoltà grave). Inoltre gli italiani in maggiore difficoltà hanno ridotto sensibilmente tutti i propri consumi, e anche chi sperimenta difficoltà più lievi o non le sperimenta affatto, dice di essere più accorto negli acquisti rispetto al passato. Pensando al futuro, comunque, rispetto alla propria situazione personale gli ottimisti (28%) prevalgono sui pessimisti (21%), mentre c’è pessimismo sulla situazione economica dell’Italia (49% contro 24% di ottimisti, ma nel 2007 la situazione era peggiore), dell’Europa (33% e 28%), del mondo (37% e 27%). In generale, gli ottimisti sono ancora il 34%, mentre il numero dei pessimisti è aumentato dal 46% al 48%. E in media gli italiani si attendono ancora tre anni di crisi (per il 54% tre anni o più).
In questo contesto l’italiano sembra confermare la sua tradizionale prudenza: rimane molto alta la propensione al risparmio (87% dei casi) anche se solo il 34% degli intervistati é riuscito a risparmiare (1 punto percentuale in più rispetto al 2007). Quelli che hanno consumato tutto il reddito sono il 38% (39% nel 2007), mentre più di una persona su 4 (27%) consuma più di quanto incassa. Rispetto al 2007 non ci sono sostanziali differenze, anche se si registra una crescita tendenziale di famiglie indebitate: in sintesi più di un terzo degli italiani consuma più di quello che guadagna e non pensa che riuscirà a invertire il trend nel prossimo futuro. Quasi un italiano su 10 (9%) è così ricorso ai prestiti, quota triplicata dal 2001 e più che raddoppiata dal 2004. Si mantiene elevata la preferenza per la liquidità (60%), con la speranza di poter investire magari nel mattone (56%) o quantomeno negli strumenti considerati più sicuri (24%). Riguardo poi all’impiego del proprio risparmio, metà degli italiani dice che terrebbe conto solo degli aspetti economici (rischio, rendimento) e un’altra metà afferma di essere interessata a sapere in quale ambito verrà investito. Di fronte ai grossi problemi che stanno avendo gli altri paesi, infine, è migliorata l’opinione delle persone riguardo alle regole e ai controlli presenti in Italia ed è aumentata l fiducia nell’Europa.
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