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Rocca a tutto campo: “Unità nazionale da difendere ogni giorno”. E rilancia su sanità e giustizia

Nell’intervista rilasciata a Secolo d’Italia, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca traccia una linea netta: tra memoria e presente, tra riforme e obiettivi concreti

Un richiamo all’identità nazionale, ma anche una visione politica che guarda a giustizia, sanità e sviluppo. Nell’intervista rilasciata a Secolo d’Italia, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca traccia una linea netta: tra memoria e presente, tra riforme e obiettivi concreti.

“L’unità nazionale non è scontata”

Il punto di partenza è il 17 marzo, data simbolo dell’Unità d’Italia. Rocca la trasforma in un messaggio politico e culturale: «Non è solo una ricorrenza, ma un richiamo profondo alle nostre radici». In un tempo segnato da divisioni e polarizzazioni, sottolinea, serve recuperare il senso di appartenenza.

L’Italia, spiega, non è soltanto un territorio ma una comunità di valori. E proprio per questo l’unità nazionale va “custodita ogni giorno”, con uno sguardo che tenga insieme storia e futuro.

Giustizia, “sì convinto” alla riforma

Sul fronte della giustizia, la posizione è chiara: Rocca annuncia un sì deciso alla riforma, rivendicandone il valore tecnico prima ancora che politico.

L’obiettivo, spiega, è completare il passaggio dal sistema inquisitorio a quello accusatorio, nel solco della riforma voluta da Giuliano Vassalli. Una trasformazione che, secondo il governatore, è stata per anni condivisa anche da parte del centrosinistra, ma oggi finisce nel mirino più per contrapposizione politica che per motivi di merito.

Al centro, insiste, c’è un principio: garantire un processo equo, con un giudice realmente terzo e una netta separazione tra chi accusa e chi giudica.

Sanità, “la priorità assoluta”

È però sulla sanità che Rocca rivendica la scelta più significativa del suo mandato: tenerne la delega direttamente. «È il primo impegno che ho sentito», spiega.

Il lavoro procede in coordinamento con il ministro Orazio Schillaci, con un obiettivo immediato: ridurre le liste d’attesa.

La strada scelta è quella dell’integrazione, imponendo anche ai privati accreditati di confluire nel sistema unico del Recup regionale per aumentare trasparenza e disponibilità di prestazioni.

Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca

Tre direttrici: territorio, ospedali, formazione

La strategia si muove su tre assi principali.

Il primo è la sanità territoriale, con Case e Ospedali di comunità che stanno nascendo in tutto il Lazio, da Bagnoregio a Bolsena, fino alle periferie di Roma. L’obiettivo è alleggerire la pressione sugli ospedali e portare le cure più vicino ai cittadini.

Il secondo asse riguarda l’ammodernamento delle strutture: pronto soccorso potenziati, sicurezza antisismica, nuove tecnologie diagnostiche.

Il terzo è la formazione, con una collaborazione stretta con atenei come Sapienza Università di Roma e Università di Tor Vergata, e nuovi poli universitari nei territori, da Rieti a Latina.

Economia: “Conta la credibilità”

Sul fronte economico, Rocca respinge l’idea che i risultati siano frutto del caso. «La fortuna non basta», afferma. A fare la differenza è la costruzione di un contesto affidabile per imprese e investitori.

I dati, sottolinea, mostrano segnali positivi: crescita economica, aumento dell’occupazione e export in salita. Un risultato che attribuisce anche al dialogo costante con imprese e sindacati.

Roma al centro: sanità, trasporti e periferie

Uno dei passaggi chiave riguarda il rapporto tra Regione e Capitale. Rocca rivendica un ruolo spesso sottovalutato ma decisivo.

In vista del Giubileo, sono stati stanziati 155 milioni per i pronto soccorso. Parallelamente, 30 milioni sono destinati al rilancio del Quarticciolo.

Sul fronte culturale, sostegno al Teatro di Roma e il ritorno del teatro classico a Ostia Antica.

Per la mobilità, interventi sulla ZTL Fascia Verde e investimenti sul trasporto pubblico: oltre 250 milioni l’anno, più 50 milioni per la Metro C e nuovi treni per la Roma-Lido.

Le sfide: ospedali e memoria

Guardando al futuro, Rocca fissa obiettivi concreti: cantieri aperti e risultati “irreversibili”. Tra questi, il nuovo Policlinico Umberto I, il rilancio del San Giacomo e il nodo Forlanini, oltre alla costruzione di cinque nuovi ospedali.

E poi un progetto simbolico: il Museo del Ricordo. «Un dovere morale», lo definisce, per restituire spazio a una pagina di storia troppo a lungo trascurata.

“Un governo si misura da ciò che lascia”

Il filo conduttore resta lo stesso: concretezza. Per Rocca, la politica si misura nei risultati, nelle opere, nei servizi che restano ai cittadini.

E anche il 17 marzo, in fondo, torna lì: non solo celebrazione, ma responsabilità. Verso la storia, certo. Ma soprattutto verso ciò che verrà.

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