

Fatti e misfatti di giugno 2013
Rodotà ormai nel mirino di Grillo
“Il professor Stefano Rodotà – nuova “uscita” dell’ “urlatore dimezzato” Beppe Grillo – viene usato per dividere il “Movimento””.
All’ “urlatore dimezzato”, quindi, non è stato sufficiente offendere il suo pur ex candiadato al Quirinale definendolo “un ottuagenario miracolato dalla Rete e sbrinato dal fresco mausoleo dove era stato confinato dai suoi”. Ora lo offende – forse anche più vergognosamente – accusandolo di farsi usare come uno sprovveduto qualsiasi. Anzi che non abbia addirittura urlato: “Rodotà? Un ottuagenario deficiente plagiato dalla nuova sinistra e smacchiato dalla torrida lavatrice dove è stato rimesso a nuovo dai suoi vecchi compagni”. Non è comunque detto – avendo ormai tutti ben conosciuto Beppe Grillo – che non se ne esca, prima o poi, anche così.
Dati da brivido, ma non per tutti
“Ci vorranno tredici anni perché l’Italia possa tornare al felice prodotto interno lordo del 2007 – secondo uno studio del sindacato Cgil – e addirittura sessantatre anni per raggiungere lo stesso livello occupazionale”.
Impressionante. Ma, all’interno di tutti i partiti, ci sono quelli i quali – o per interessi propri o per interessi di parte o per interessi di caste loro amiche – operano perché questa prospettiva diventi ancora più drammatica. E poi dice che la gente ce l’ha con la politica.
Il rimpatrio del mistero
“Trenta agenti di polizia – ha dato notizia “Il Messaggero” – si sono recati nell’abitazione romana di Mukhtar Ablyazov, accusato di truffa in Kazakistan e in Gran Bretagna, ma anche “leader” dell’opposizione nel suo Paese. Non avendolo tuttavia trovato, hanno prelevato sua moglie, Alma Shalabayeva, e la sua figlioletta di sei anni, le hanno accompagnate all’areoporto e le hanno rimpatriate”.
Non si è trattato, dunque, di un rimpatrio qualunque. Intanto perché la signora Shalabayeva e la sua figlioletta di sei anni sono state rimpatriate in quel Paese che ha già condannato e torturato – sulla base di un processo più volte contestato sia da “Amnesty international” sia dal Parlamento europeo – il marito e il padre “leader” dell’opposizione, Mukhtar Ablyazov, e ora c’è il rischio – se non la sicurezza – che quel Paese non intenda trattare affatto bene le due donne. Ma, poi, perché la signora Shalabayeva è titolare di un permesso di asilo valevole in tutta l’Unione europea e, anche, di un passaporto diplomatico rilasciatole da uno Stato africano. Così come un permesso di asilo politico il “leader” Ablyazov ha ottenuto, fin dal 2011, da quella Gran Bretagna la quale, invece, non si è mai sognata di rimpatriarlo in quel Kazakistan con un regime a lui ferocemente ostile. Ma, allora, che cosa è preso, all’improvviso, all’Italia? Perché quel rimpatrio precipitoso e, soprattutto, in violazione di diritti riconosciuti, alla moglie del “leader”, anche dall’Unione europea? Mistero doloroso. Ma laicamente doloroso. Per cui sarebbe interessante sapere se il fatto sia stato a conoscenza del neoministro agli Esteri, quella Emma Bonino da sempre così giustamente e appassionatamente attenta ai diritti civili, oppure tutto sia avvenuto, gravemente, a sua insaputa. In ogni caso, comunque, c’è stato un motivo serio e legittimo per cui l’Italia dovesse comportarsi così? L’onorevole Ministro Emma Bonino, se c’è, dovrebbe battere allora un colpo. E dire, doverosamente, qualcosa.
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Certamente il colpo è preparato da molto tempo. Certamente l’ambasciata del Kazakistan ha corrotto e infiltrato con TANTI soldi gli alti funzionari della DIGOS e la Polizia Italiana tanto che ha noleggiato e mandato un aereo a colpo sicuro a prelevare le persone che volevano sequestrare. Le autorità del Kazakistan corrompono sistematicamente con tanti soldi politici molto importanti e in vista in tutto il mondo Italia compresa. Certamente è stato violato il diritto europeo – vedi sentenze della Corte Europea di Strasburgo contro l’estradizione in Kazakistan application 41015/04 e seguenti (http://hudoc.echr.coe.int/sites/eng/Pages/search.aspx#) – Sul piano giuridico e umanitario il fatto è gravissimo come consegnare i dissidenti politici all’Unione Sovietica. Auguri Italia, buona festa nazionale.