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Roma-Atalanta 1-1: Il cuore non basta, Carnesecchi mura il sogno Champions

Ora ci sarà un'altra partita difficilissima domenica 26 aprile a Bologna, soprattutto se si andrà a giocare sempre con tanti assenti

La Roma pareggia in casa contro l’Atalanta per 1-1, giocando una generosa partita che avrebbe meritato di vincere se fosse stata più precisa e se non ci fosse stato un portiere avversario così valido. Ora la Champions del prossimo anno diventa un’impresa quasi impossibile.

La Roma è ridotta ai minimi termini, con solo 9 titolari disponibili visti anche gli infortuni di Pellegrini e Pisilli, rimasti in panchina, e il mancato recupero di Wesley.

Gasperini schiera quindi l’unica formazione possibile: Svilar in porta, il trio difensivo titolare con Mancini, Ndicka ed Hermoso, a centrocampo Celik, Cristante, El Aynaoui e Rensch, sulla trequarti Soulé ed El Shaarawy, davanti Malen.

La partita si dimostra subito molto tattica, con le due squadre che si dispongono in campo in modo speculare, giocando uomo contro uomo con pressing a tutto campo. Una partita tatticamente bloccata, che può essere sbloccata solo da un errore, arrivato al 12′.

Hermoso, servito male da El Shaarawy, perde una palla sanguinosa a ridosso dell’area di rigore romanista. De Roon ne approfitta subito, lanciando Krstovic che, entrato in area, spara un bel diagonale. Svilar non compie il solito miracolo, tocca solo il pallone che si insacca all’angolino basso alla sua destra: 0-1.

La Roma non si butta giù e, a testa bassa, comincia a spingere davanti con un ispirato Soulé che, per due volte, semina il panico al limite dell’area di rigore atalantina: prima trova la deviazione di un difensore nerazzurro e poi una bella parata di Carnesecchi. Il portiere bergamasco si supera ancora al 25′. 

Ottima palla conquistata da El Shaarawy che si invola da solo in contropiede verso la porta avversaria; entrato in area serve Malen, che tira a botta sicura, ma il portiere avversario esce benissimo e intercetta il tiro.

La Roma spinge ma non trova il gol, anche grazie all’ottima difesa avversaria. Il problema è che l’Atalanta riparte sempre pericolosamente in contropiede.

Al 30′ ottimo lancio di El Aynaoui per Malen che, entrato in area e defilato sulla destra, tira in porta: Carnesecchi risponde ancora molto bene, deviando in angolo.

Sul corner seguente la Roma non solo non riesce a tirare in porta, ma El Aynaoui si fa superare in maniera puerile per ben due volte da Ederson che, in contropiede, si ritrova solo davanti a Svilar.Il portiere romanista fa la stessa parata del suo collega su Malen qualche minuto prima e così la Roma evita il secondo gol.

La partita ha ormai una sceneggiatura scritta: la Roma tutta protesa in avanti ma incapace di fare quell’ultimo passaggio decisivo, e l’Atalanta pericolosissima in contropiede, pronta al raddoppio.

Al 39′ Soulé conquista un’ottima palla e serve Celik, ma ci vorrebbero piedi migliori per impensierire l’ottimo portiere avversario e l’occasione sfuma.

Al 45′, proprio sul finire del primo tempo, arriva il pareggio della Roma. Azione prolungata della squadra giallorossa che, con pazienza, cerca lo spiraglio giusto: cross dalla destra di Celik, Rensch salta in area e di testa fa la sponda per Hermoso che, con una mezza rovesciata, impatta benissimo e trafigge il portiere avversario: 1-1.

Si va al riposo con questo risultato che, viste le occasioni create, va comunque stretto alla Roma, che di certo non meritava di finire in svantaggio la prima parte della partita.

Nel secondo tempo Palladino, allenatore dell’Atalanta, fa entrare tre forze fresche: toglie De Ketelaere per l’ex Zalewski, Scalvini per Kossounou e Kolasinac per Ahanor.

Dopo qualche minuto esce anche Bellanova per Bernasconi. L’Atalanta ha quindi quattro undicesimi di forze fresche e, nei primi minuti, si mette in luce proprio l’ex Zalewski, ma fortunatamente i suoi tiri sono fuori misura. Al 57′ ottima azione di El Shaarawy che trova però sempre il portiere avversario pronto a respingere il suo tiro.

Anche Gasperini prova a cambiare qualcosa e fa tre sostituzioni: toglie il rientrante Mancini per Ghilardi, il peggiore in campo El Aynaoui per l’acciaccato Pisilli e uno stanchissimo El Shaarawy per Venturino.Al 64′ grande azione di Malen che, defilato quasi sulla linea di fondo, spara una cannonata, ma il portiere è in giornata di grazia.

In pochi minuti la Roma colleziona altre due occasioni di testa: prima con Hermoso (ennesima parata di Carnesecchi) e poi con Venturino, fuori di poco. Esce anche Soulé, esausto, per Robinio Vaz che va a fare il centravanti, con Malen spostato a sinistra. 

L’Atalanta è sempre temibile in contropiede, ma è la Roma che spinge di più e che ha le migliori occasioni per andare in vantaggio. Infatti prima è Venturino che ci prova, ma il suo tiro viene deviato in angolo; sul corner seguente Hermoso di testa, con una parabola a pallonetto, colpisce la traversa.

Esce anche Rensch, infortunato, ed entra Tzimikas, mentre l’Atalanta fa uscire Ederson per Pasalic.I cambi di maggiore qualità della squadra nerazzurra si fanno sentire e la Roma, dall’80’ in poi, comincia a subire un po’, anche perché, malgrado le buone giocate di Venturino, l’assenza di Soulé si fa sentire molto.

Inoltre non è più Malen a fare il centravanti e manca un punto di riferimento davanti, visto che Vaz non sembra dare troppe preoccupazioni alla retroguardia.

All’85’ Gasperini ci ripensa e inverte i due attaccanti, riportando Malen al centro dell’attacco per cercare, negli ultimi minuti, di fare male alla squadra bergamasca.Le squadre sono stanche, soprattutto la Roma che con i cambi ha perso qualità rispetto agli avversari, ma nessuna delle due rinuncia a provare a fare propria la partita.

Al 94′ però l’arbitro fischia la fine e sancisce la divisione della posta, un risultato che non serve a nessuna delle due squadre e che, vista la partita, forse va stretto alla Roma, anche perché il portiere Carnesecchi è stato premiato miglior giocatore della partita.

Una partita generosa da parte dei giocatori della Roma, costretta a scendere in campo con tante riserve o con giocatori dal minutaggio limitato, come stasera El Shaarawy e Soulé, che erano tra i migliori ma sono dovuti uscire perché arrivati di cottura.

Malen sempre pericoloso, buono Hermoso anche se la difesa balla troppo dopo aver fatto una prima parte di campionato ottima. Nota dolente El Aynaoui che, dopo la Coppa d’Africa, sembra un altro calciatore.

Un punto che serve a riprendere il Como al quinto posto, che comunque per gli scontri diretti è in vantaggio, e niente più.

Il quarto posto era già difficile, così diventa veramente una chimera, ma alla squadra vista stasera non si può chiedere di più.

Giocare senza 9 titolari per continui infortuni (stasera si è fatto male anche Rensch) è veramente arduo per questa squadra, che va comunque apprezzata per l’impegno.

Ora l’obiettivo deve essere tenersi il quinto posto per l’Europa League senza rischiare di retrocedere in Conference o addirittura di restare fuori dalle coppe in base a quello che succederà in Coppa Italia.

Ora ci sarà un’altra partita difficilissima domenica a Bologna, soprattutto se si andrà a giocare sempre con tanti assenti. Un peccato che ogni anno ci si vada a giocare le ultime partite del campionato sempre con giocatori acciaccati o assenti: non può essere sempre un caso o sfortuna.

Nota a margine: grande prova di maturità della Curva Sud che, prima dell’inizio della partita, con un paio di striscioni, ribadisce a società, allenatore e squadra che la cosa più importante è la Roma e che è ora di finirla con le guerre intestine, che non portano a nulla e anzi danneggiano solo la Roma.

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