Roma, conto alla rovescia per la Fascia Verde: la città si prepara alla protesta dell’11 ottobre

Un provvedimento pensato per ripulire l’aria, ma che in città è diventato sinonimo di rabbia, timori e divisioni

Mentre l’autunno avanza e le giornate si accorciano, all’orizzonte si avvicina una data che molti romani hanno cerchiato in rosso: il 1° novembre, giorno in cui scatteranno i nuovi divieti della Ztl Fascia Verde.

Un provvedimento pensato per ripulire l’aria, ma che in città è diventato sinonimo di rabbia, timori e divisioni.

Già da settimane, nei bar e nei gruppi di quartiere non si parla d’altro. “Come andrò a lavoro?”, “Posso ancora accompagnare i figli a scuola?”, “Devo cambiare macchina?”. Domande che si rincorrono come un eco sempre più forte, e che ora stanno per riversarsi nelle strade.

Sabato 11 ottobre, alle 15, il Campidoglio sarà il cuore di una nuova ondata di protesta. Il gruppo “Fermiamo la Ztl in Fascia Verde” ha convocato un sit-in sotto il palazzo del Comune. Promettono cartelli, megafoni, tamburi e voci pronte a farsi sentire.

Ma non ci saranno solo cittadini comuni. In piazza sono attesi anche esponenti di forze politiche di opposizione, ambientalisti pentiti, tassisti, commercianti, pendolari: tutti uniti dal grido “No alla Ztl!”.

“Saremo in piazza per dire no alla folle Ztl-Fascia Verde, no alla città a 30 all’ora, no alle gabbie ideologiche spacciate per green”, ha dichiarato Andrea Bernaudo, presidente dei Liberisti Italiani e volto del comitato promotore del referendum ‘No Ztl’.

La battaglia legale e la rabbia che monta

Dietro questa protesta c’è una lunga battaglia. Il comitato ha raccolto oltre mille firme per chiedere un referendum cittadino, ma la commissione comunale ha bocciato la proposta, giudicandola inammissibile.

Ora tutto è nelle mani del Tribunale di Roma, che il 14 ottobre, appena tre giorni dopo la manifestazione, dovrà dire l’ultima parola.

I cittadini hanno già dimostrato che la mobilitazione paga”, insiste Bernaudo. “Abbiamo fermato misure assurde, ma ora la battaglia entra nel vivo. Non possiamo restare fermi mentre si stravolge la vita di migliaia di famiglie.”

Nel frattempo, i gruppi Telegram dei comitati esplodono di messaggi e foto di auto che dal prossimo mese non potranno più circolare. “Ho comprato la mia macchina cinque anni fa, e ora me la vietano?”, scrive qualcuno.

Un altro replica: “Non siamo contro l’ambiente, ma contro chi punisce i cittadini invece di aiutarli a cambiare.”

Il provvedimento che divide Roma

Con il Piano regionale per la qualità dell’aria, la Regione Lazio ha stabilito regole chiare: dal 1° novembre al 31 marzo, ogni anno, stop ai diesel fino a Euro 5 e alle benzina fino a Euro 2 all’interno della Fascia Verde, l’ampia area che abbraccia quasi tutta Roma.

Un’area immensa, che va dalle Mura Aureliane fino alle grandi consolari. Un’area che racchiude scuole, ospedali, negozi, luoghi di lavoro. E per molti, anche la propria vita quotidiana.

Il Campidoglio può ancora tentare di ammorbidire il colpo, chiedendo alla Regione misure alternative per evitare almeno il blocco dei diesel Euro 5, ma il tempo stringe.


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