

Lucarelli: "Una rete per individuare situazioni di discriminazione nascosta"
Essere donna non è mai la stessa cosa per tutte. Essere donna e migrante, povera o con disabilità, oppure giovane e discriminata sul lavoro: la violenza si intreccia con queste fragilità, rendendo ogni storia diversa e spesso invisibile.
È questo il tema della violenza intersezionale, al centro del workshop M.A.R.A. – Mappare e Aumentare le Risorse Antiviolenza, ospitato oggi dall’Università Roma Tre.
“L’intervento immediato non basta: dietro ogni caso ci sono dinamiche nascoste che richiedono risposte più articolate e giuste”, spiega Monica Lucarelli, assessora alle Attività produttive e Pari Opportunità, ricordando quanto sia urgente comprendere il contesto familiare e sociale di ogni vittima.
Secondo studi europei, come il rapporto Intersectional discrimination in Europe dell’Enar 2022, le donne migranti o con disabilità affrontano barriere extra spesso invisibili nei dati ufficiali. In Italia, la lingua, la nazionalità e lo status legale possono ostacolare l’accesso ai servizi antiviolenza.
Proprio per questo nasce M.A.R.A., progetto che punta a costruire una rete cittadina strutturata, capace di garantire tutela, accoglienza e diritti in modo sistematico, e non solo in emergenza.
Al workshop partecipano rappresentanti di Roma Capitale, Prefettura, Questura, Carabinieri, ASL Roma 1, 2 e 3, Ufficio scolastico regionale, Polizia Locale, assistenti sociali, associazioni e cooperative attive nei centri antiviolenza.
“Con M.A.R.A. – aggiunge Lucarelli – creiamo strumenti per leggere la complessità: piattaforme digitali, standard condivisi, raccolta di dati disaggregati e formazione contro i bias impliciti. Solo così possiamo rafforzare i servizi e assicurarci che nessuna donna resti indietro”.
Tra sessioni plenarie e lavori su casi reali, il workshop rappresenta una tappa decisiva per uniformare procedure e servizi, rafforzando la lotta alla violenza sulle donne e rendendola davvero efficace e duratura.
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