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Roma e Lazio, la Cgil vuole abbassare l’Irpef: ecco quanto risparmierebbero i contribuenti

Il piano anti-carovita firmato da Natale Di Cola punta a cancellare i prelievi extra nei bilanci 2027 di Campidoglio e Regione

La cinghia è tirata ormai all’ultimo buco. Con la stretta dei rincari energetici, il carrello della spesa sempre più pesante e i prezzi dei carburanti alle stelle, nove famiglie su dieci si dicono pronte a tagliare anche i consumi primari pur di tirare avanti.

Lo spaccato scattato dalle rilevazioni della Banca d’Italia definisce un quadro drammatico, rispetto al quale il sindacato sceglie di rompere gli indugi e presentare il conto alla politica locale.

I vertici della CGIL di Roma e del Lazio, attraverso la voce del segretario Natale Di Cola, hanno lanciato una proposta d’impatto indirizzata ai tavoli di Palazzo Senatorio e della Pisana: un abbattimento strutturale della pressione fiscale locale in grado di rimettere in tasca ai contribuenti una media di 500 euro all’anno.

La resa dei conti sul rosso della sanità: “Saldate il conto dei cittadini”

La proposta sindacale punta ad aggredire le tabelle di bilancio del 2027, eliminando per sempre le maggiorazioni Irpef introdotte anni fa per fare fronte all’emergenza finanziaria:

Un salasso da 8 miliardi: Per oltre un decennio, lavoratori dipendenti e pensionati della regione hanno pagato di tasca propria il ripianamento dei debiti della sanità pubblica e i buchi di bilancio degli enti territoriali.

Il prelievo non ha più senso: Superata la fase dei disavanzi contabili, mantenere in vigore i super-prelievi equivale secondo la CGIL a una punizione immotivata per i redditi fissi.

Basta interventi una tantum: L’obiettivo del sindacato è vincolare le due amministrazioni a inserire la cancellazione delle addizionali in modo definitivo all’interno della prossima programmazione finanziaria.

La contromossa per Regione e Campidoglio: esenzioni e aliquote progressive

Nel dettaglio operativo del piano di via Buonarroti, il prelievo viene integralmente ristrutturato secondo criteri di progressività e tutela dei redditi bassi:

La ricetta per la Regione Lazio: Cancellazione immediata della maggiorazione dello 0,5% e introduzione di tre scaglioni fisso-progressivi (1,23% per la quota fino a 28mila euro; 2% per la fascia compresa tra 28mila e 50mila euro; 2,83% solo sulla parte eccedente i 50mila euro).

Il piano per Roma Capitale: Innalzamento dell’area di esenzione totale (no-tax area) fino a 20mila euro di reddito e sforbiciata drastica dell’addizionale comunale, che scalerebbe dall’attuale 0,9% allo 0,5% per chi supera la soglia d’esenzione.

La simulazione: cosa cambia davvero nelle buste paga e nei cedolini

Per rendere tangibile l’effetto della riforma proposta sui bilanci familiari, il sindacato ha tracciato una simulazione sui risparmi effettivi generati dal doppio taglio:

Per un reddito da 20.000 euro: Il beneficio combinato tra Comune e Regione garantisce un recupero netto di circa 280 euro l’anno.

Per un reddito da 30.000 euro: L’alleggerimento fiscale raggiunge quota 435 euro annui.

Per un reddito da 40.000 euro: La riduzione delle trattenute porta in cassa 670 euro all’anno.

Per un reddito da 50.000 euro: Il risparmio complessivo oltrepassa la quota di 840 euro ogni dodici mesi.

Una risorsa fondamentale per restituire un po’ di potere d’acquisto ai lavoratori e ai pensionati, in un Paese che da un trentennio registra le performance peggiori del blocco OCSE in materia di crescita salariale.

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