

Il municipio V: "La riapertura è da sempre una nostra priorità"
Nel Municipio V di Roma, le strade sembrano raccontare due storie opposte. Da un lato, c’è via Sestio Menas, che dopo mesi di lavori si prepara finalmente a riaprire ai cittadini.
Dall’altro, c’è via Buie d’Istria, simbolo di incuria e immobilismo, dove una voragine aperta ormai da dieci anni continua a divorare l’asfalto e la pazienza dei residenti. Una strada riapre, l’altra resta un incubo.
“Da inizio mandato chiediamo attenzione per questa situazione” – tuona l’assessora ai Lavori Pubblici del Municipio V, Maura Lostia – “ Avevamo due obiettivi, da questo punto di vista: riparare la voragine di Tor de’ Schiavi e quella di via Buie d’Istra. Il primo è stato portato a termine, ma non ci fermeremo. Perché in via Buie d’Istria la situazione sta diventando complessa.”
I residenti, esasperati da un decennio di transenne e silenzio istituzionale, alzano la voce: “La fogna qui sotto non esiste più, ci avevano promesso interventi che non sono mai iniziati.”

La storia di questa voragine inizia con uno scavo per i sottoservizi. Quando gli operai hanno aperto l’asfalto, hanno trovato il vuoto: sotto la strada, un cedimento strutturale causato da una perdita fognaria aveva scavato un abisso invisibile, pronto a inghiottire tutto.
La prima emergenza è stata mettere in sicurezza gli edifici vicini. Poi, però, tutto si è fermato. Nel 2021, il comitato di quartiere ha lanciato l’ennesimo allarme: il cedimento stava peggiorando.
Il Municipio ha chiesto una nuova ispezione al Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana (Simu), e l’esito è stato chiaro: l’area da transennare doveva essere ampliata, i crolli erano aumentati.
Nel frattempo, la vita in via Buie d’Istria è diventata un percorso a ostacoli tra transenne, strade chiuse e disagi quotidiani.
Nell’aprile 2024, una nota del Simu fissava scadenze precise: il progetto di ripristino sarebbe stato completato a giugno, i lavori sarebbero partiti in estate. Ma quelle date sono state ignorate, e un anno dopo la situazione è ancora la stessa.
Ora il Simu assicura che “il progetto sarà chiuso nel giro di poche settimane” e che si sta valutando una procedura d’emergenza per accelerare i tempi. Ma dopo dieci anni di promesse mancate, i residenti faticano a crederci.
La commissione capitolina Patrimonio-Lavori pubblici ha deciso di riaggiornarsi a fine marzo per ottenere finalmente una data certa per l’inizio dei lavori.
“L’auspicio – dichiara l’assessora Lostia – è di vedere partire il cantiere entro l’estate.”
Ma i cittadini non si fidano più delle parole. Finché le ruspe non arriveranno davvero, via Buie d’Istria resterà il simbolo di una Roma che sprofonda, tra cantieri fantasma e promesse dimenticate.
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