

Politica, cultura e sindacati in strada per difendere lo stabile di via Santa Croce
Una catena umana per dire no allo sgombero e sì a un’idea diversa di città. Nel primo pomeriggio di oggi, davanti a Spin Time, via Santa Croce si è trasformata in una piazza viva e attraversata da voci diverse ma unite dallo stesso messaggio.
Famiglie, bambini, scout, attivisti, associazioni come Mediterranea e Nonna Roma, insieme a rappresentanti sindacali e istituzionali, hanno riempito lo spazio antistante l’ex palazzo Inpdap. Sopra le teste, uno striscione sintetizza tutto: “Tutta Roma è qui”.
Non una semplice manifestazione, ma una risposta collettiva alla minaccia di sgombero. Un gesto simbolico che ha voluto mostrare quanto Spin Time sia ormai radicato nel tessuto cittadino.
Durante l’assemblea pubblica, il cuore della mobilitazione è stato ribadito con forza: Spin Time non è solo un tetto sopra la testa. È una comunità.
Oggi lo stabile ospita 126 nuclei familiari, circa 400 persone di 27 nazionalità, ed è diventato negli anni un presidio di welfare dal basso, con servizi di doposcuola, assistenza sanitaria, attività culturali e sportive.
Un’esperienza che Roma Capitale ha inserito nel proprio Piano Casa, riconoscendone il valore come progetto di rigenerazione urbana e coesione sociale, con l’obiettivo di arrivare a una futura regolarizzazione.
A dare peso istituzionale alla giornata è stata la presenza di Marta Bonafoni, consigliera regionale e coordinatrice della segreteria nazionale del Partito Democratico. «Spin Time è un bene comune prezioso», ha dichiarato, sottolineando come difenderlo significhi difendere «una visione di città più giusta, solidale e inclusiva». Parole che si inseriscono nel solco del riconoscimento già espresso dall’amministrazione Gualtieri verso l’esperienza di via Santa Croce.
La mobilitazione nasce dal ritorno delle voci su un possibile rilancio della stagione degli sgomberi, che potrebbe riemergere una volta chiusa la parentesi dei grandi eventi giubilari.
Un’ipotesi che preoccupa non solo gli abitanti dello stabile, ma anche il mondo sindacale: la CGIL di Roma e del Lazio ha partecipato all’iniziativa chiedendo di proseguire sulla strada del dialogo istituzionale e di evitare soluzioni repressive.
L’assemblea si è chiusa con un impegno chiaro: la mobilitazione non finisce qui. Spin Time promette una presenza costante, rivendicando dieci anni di lavoro che hanno trasformato l’abbandono in partecipazione. Perché, come hanno ripetuto più volte dal microfono, «sgomberare Spin Time significherebbe sgomberare una parte di città».
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