Roma, le scuole riaprono tra libri e protesta: gli studenti in campo per Gaza

Quando lunedì 15 settembre i ragazzi torneranno a riempire i corridoi, insieme agli zaini e ai registri arriveranno anche le prime mobilitazioni

A Roma la ripresa delle scuole superiori non inizieranno solo con campanelle e nuove lezioni. Quando lunedì 15 settembre i ragazzi torneranno a riempire i corridoi, insieme agli zaini e ai registri arriveranno anche le prime mobilitazioni.

I collettivi studenteschi hanno deciso di accendere l’anno scolastico con una causa che guarda ben oltre i confini della Capitale: la Global Sumud Flotilla, la spedizione umanitaria che con oltre 40 imbarcazioni da tutto il mondo sta tentando di raggiungere Gaza.

Ad aprire la stagione della protesta è Osa Roma, anima liceale dell’organizzazione comunista Cambiare Rotta.

Dopo aver già fatto sentire la propria voce con un corteo tra le strade di San Lorenzo e la città universitaria, il collettivo ha annunciato tre giorni di mobilitazioni – dall’11 al 13 settembre – che si trasformeranno in una vera e propria staffetta di protesta nei licei romani.

Sit-in, picchetti, volantinaggi, momenti di dibattito: tutto per costruire una rete di solidarietà con la Flotilla.

Abbiamo lanciato una staffetta nelle scuole come metodo di rivolta – racconta Ernesto Ciciarello, responsabile cittadino di Osa ed ex studente del Cavour –. Partiremo dall’Albertelli, poi toccheremo il Virgilio e il Cavour. Ma le adesioni stanno crescendo: Rossellini, Giordano Bruno, Enzo Rossi, Newton e molti altri istituti sono già pronti a unirsi”.

immagine di repertorio

Il 15 settembre, quindi, non sarà una campanella qualsiasi. Accanto all’entusiasmo e alle paure del ritorno in classe, ci saranno anche gli striscioni e le voci di chi ha scelto di trasformare il primo giorno di scuola in un palcoscenico politico.

Lo slogan che accompagnerà la giornata è chiaro e diretto: “Giù le mani dalla Flotilla, se la bloccano noi bloccheremo tutto”.

Ma la protesta non resterà solo in piazza. I collettivi intendono portarla dentro le scuole, nei consigli d’istituto, chiedendo di approvare la “mozione Sumud”: un atto formale con cui anche le comunità scolastiche romane si schiererebbero a fianco della spedizione umanitaria e, simbolicamente, del popolo palestinese.

Un autunno, insomma, che per gli studenti romani si preannuncia caldo, già dalle prime ore di scuola.

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