

Alla solidarietà espressa da numerosi cittadini e rappresentanti istituzionali si è aggiunta quella del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri
Dalle critiche politiche agli insulti più volgari, fino alle minacce. È il confine sempre più sottile che separa il confronto democratico dall’odio online quello che emerge dalla vicenda che ha coinvolto Claudia Pratelli, assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale, finita al centro di una violenta ondata di commenti offensivi sui social network dopo aver raccontato la propria partecipazione al corteo contro la remigrazione svoltosi nella Capitale.
Sotto un video pubblicato su Facebook, migliaia di utenti hanno affollato la sezione commenti. Tra le reazioni, però, non sono mancati messaggi che nulla hanno a che vedere con il dissenso politico. Frasi sessiste, allusioni sessuali degradanti e persino auguri di violenza hanno trasformato il dibattito in una sequenza di attacchi personali rivolti all’assessora.
A fronte di oltre cinquemila commenti, sono stati numerosi quelli che hanno oltrepassato il limite della libera espressione, sfociando nell’intimidazione. Pratelli ha deciso di rendere pubblica una parte dei messaggi ricevuti attraverso un reel pubblicato sui propri canali social. I nomi degli autori sono stati oscurati, una scelta che l’assessora ha spiegato con la volontà di non alimentare meccanismi di esposizione pubblica e gogna mediatica.
Dietro quelle parole, secondo l’esponente capitolina, non si nasconde soltanto la rabbia di singoli utenti, ma un fenomeno più ampio e radicato. Un clima culturale che continua a colpire in particolare le donne impegnate nella vita pubblica e nelle istituzioni, spesso bersaglio di attacchi che fanno leva sul genere anziché sulle idee.
«Quello che è accaduto non riguarda soltanto me», ha sottolineato Pratelli, evidenziando come episodi simili si ripetano con crescente frequenza nel dibattito pubblico. Una riflessione che allarga lo sguardo oltre il singolo episodio e investe il tema della qualità del confronto democratico nell’epoca dei social network.
L’assessora ha inoltre confermato di aver segnalato i messaggi alle autorità competenti e di aver formalizzato una denuncia. Un passaggio ritenuto necessario per evitare che minacce e incitamenti alla violenza possano essere percepiti come comportamenti privi di conseguenze.
«Se l’obiettivo era intimidirmi, non ci riusciranno», è il messaggio che accompagna la sua presa di posizione. Una risposta che ribadisce la volontà di continuare l’impegno politico sui temi dell’inclusione, dei diritti civili e della lotta contro ogni forma di discriminazione.
Alla solidarietà espressa da numerosi cittadini e rappresentanti istituzionali si è aggiunta quella del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Il primo cittadino ha definito gli attacchi ricevuti dall’assessora «intimidazioni inaccettabili», sottolineando come le parole d’odio rivolte a una rappresentante delle istituzioni costituiscano un vulnus non solo personale ma anche per il confronto democratico.
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