Roma, manifesti elettorali abusivi per le elezioni europee

Chi sono i responsabili delle “affissioni killer” e i candidati che le praticano
di Dario Solarino - 29 Maggio 2009

Sono centinaia, anzi migliaia, e si trovano in ogni quartiere di Roma: sono i manifesti elettorali abusivi, in vista delle imminenti elezioni europee del 6 e 7 giugno.
Durante ogni campagna elettorale viene compiuto questo crimine contro la città, e il suo patrimonio, ambientale ed economico.

Le affissioni abusive si trovano ovunque: sulle mura delle abitazioni o delle scuole, sui vetri delle cabine telefoniche, sulle recinzioni dei cantieri, sui cassonetti dei rifiuti, e persino sui cartelli delle fermate degli autobus.

Ad avviare quella che è diventata una vera e propria inchiesta è stato Mario Staderini, consigliere al I Municipio dei Radicali Italiani, e candidato al Parlamento europeo per la lista Bonino-Pannella, che mettendosi d’accordo con Paolo Calabresi, ha ideato un servizio-inchiesta per la trasmissione televisiva “Le Iene”, nel quale sono stati svelati meccanismi e trucchi di questa pratica.

Quando si è “nel periodo più caldo di una campagna elettorale può essere utile una strategia molto aggressiva, che punta sulla quantità delle affissioni utilizzando anche spazi non disponibili. Sebbene questa pratica sia soggetta a contravvenzione, l’efficacia della comunicazione così ottenuta supera di gran lunga il valore dell’ammenda”, questo si legge nel depliant di una nota agenzia pubblicitaria milanese.
In pratica molte agenzie pubblicitarie propongono ai loro clienti un servizio aggiuntivo chiamato “affissioni killer”.

Ecco come funziona: l’affissione selvaggia di manifesti, che è preparata a tavolino, prevede un tariffario speciale 0,60 euro per manifesti regolari, 1 euro per quelli abusivi.

Gli stessi agenti pubblicitari consigliano una campagna di manifesto selvaggio, perché più efficace, dicendo inoltre che il Comune lo sa, ma chiude un occhio, e tratta con loro per spartirsi il territorio.

Ma non è finita, perché l’agenzia suggerisce due trucchi per “evitare rogne”: “innanzitutto denunciare il furto di 5.000 manifesti, così uno può sempre sostenere che non è stato lui; oppure falsificare il nome del committente responsabile”.

Insomma un vero e proprio crimine, non solo ai danni della nostra città e dell’ambiente in cui viviamo, ma anche un danno economico rilevante ai danni delle casse del Comune, poiché ogni anno vengono spesi decine di milioni di euro per ripulire da queste affissioni.

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E i partiti e i politici che praticano le “affissioni killer”? Immuni e impuntiti; infatti con l’approvazione dell’ultimo decreto Milleproroghe, il Parlamento ha “condonato” tutte le multe fatte ai partiti dal 2005 ad oggi.


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