Roma, minacce e striscioni contro Lotito: cinque indagati per tentata estorsione

Eseguiti diversi controlli nei confronti di persone indagate in un'inchiesta che vede come vittima il presidente della Lazio

La passione per il calcio può trasformarsi in ossessione. È quanto emerge dalle indagini della Procura di Roma, che ieri mattina ha perquisito cinque persone indagate per tentata estorsione e minacce nei confronti di Claudio Lotito, presidente della Lazio.

Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe messo in atto una campagna coordinata di pressioni e intimidazioni per costringere Lotito a cedere il controllo del club biancoceleste.

Le persone coinvolte – Stefano Greco, Fabio Russo, Rodolfo Bada, Lorenzo Silvestri e Renato Calcara – sono sospettate di aver moltiplicato episodi minatori tra il 2024 e oggi.

Striscioni con scritte come “Lotito libera la Lazio” comparsi in punti simbolici della città, tra piazza del Parlamento e piazza San Lorenzo in Lucina, e la loro immediata diffusione sui social, sarebbero stati solo l’inizio.

Il crescendo di intimidazioni si sarebbe manifestato anche attraverso telefonate minatorie, alcune con toni estremamente violenti. Il 17 luglio, Lotito riceve una chiamata in cui l’interlocutore, parlando con accento romano, gli avrebbe intimato di lasciare la presidenza, con minacce dirette alla sua incolumità.

A questo si aggiungono adesivi diffusi in città e post diffamatori su piattaforme social, contenuti volti a screditare il presidente e a orientare la protesta delle tifoserie.

Non è tutto: il 22 luglio 2025 un velivolo sorvola Roma con uno striscione aereo recante lo slogan “Lotito Libera la Lazio”, un gesto plateale che mostra come la pressione sul presidente fosse costante e ben organizzata.

Nell’ambito delle perquisizioni, i carabinieri hanno sequestrato telefoni, tablet e computer, strumenti chiave per ricostruire la rete di comunicazioni e il coordinamento tra gli indagati.

La vicenda mette in luce un confine delicato tra passione sportiva e illegalità, rivelando come la contestazione possa trasformarsi in un vero e proprio reato.

Lotito, dal canto suo, ha denunciato ogni episodio, fornendo agli inquirenti un quadro dettagliato di minacce e campagne diffamatorie.

Ora sarà la magistratura a chiarire se dietro questa escalation di intimidazioni si nascondesse una strategia per ottenere il controllo della Lazio attraverso la paura e la pressione pubblica.

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