

Secondo Osa, l’adesione nelle scuole è stata sorprendentemente alta, e non sono pochi i genitori e i professori che hanno mostrato solidarietà ai ragazzi
La protesta studentesca a sostegno della Palestina non accenna a fermarsi. Mentre due licei, il Cavour e il Socrate, sono stati restituiti ai rispettivi studenti e alle lezioni, altri due istituti sono stati occupati: il Kant di piazza Zambeccari e il Tullio Levi-Civita di via Torre Annunziata.
Al Kant, il classico e scientifico nel cuore della città, la scritta “Kant okkupato” campeggia sulla facciata, accompagnata da un lungo striscione che annuncia il sostegno alla causa palestinese.
“Il Kant sa da che parte stare”, dichiarano i ragazzi del collettivo studentesco autorganizzato, pronti a trasformare l’istituto in un laboratorio di dibattiti, cene sociali e dj set.
Non è da meno il Levi-Civita, dove dall’istituto spunta una bandiera di Osa, l’organizzazione liceale d’ispirazione comunista Cambiare Rotta.
“Blocchiamo tutto anche nelle scuole, al fianco della resistenza palestinese”, si legge in una nota del collettivo, che chiede al governo di interrompere gli accordi con Israele e di destinare fondi all’istruzione invece che alla guerra.
Le occupazioni romane fanno parte di un’ondata più ampia che sta attraversando l’Italia: da Genova a Milano, gli studenti stanno replicando lo stesso modello di protesta.
Secondo Osa, l’adesione nelle scuole è stata sorprendentemente alta, e non sono pochi i genitori e i professori che hanno mostrato solidarietà ai ragazzi.
Intanto, le lezioni riprendono nei licei liberati: il Cavour, occupato dal 29 settembre, e il Socrate, dal 30, hanno riaperto oggi le aule, dopo sanificazioni e interventi di pulizia straordinaria.
Ma per molti studenti, le piazze e le strade sono ora il nuovo terreno di mobilitazione, pronti a portare la protesta oltre i cancelli delle scuole.
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