Roma, nuove scuole occupate: fumogeni, striscioni e solidarietà alla Palestina

Da fine settembre, la mappa delle occupazioni si allarga di settimana in settimana

Riparte la maratona delle scuole romane. Da questa mattina, lunedì 13 ottobre, anche il liceo classico Visconti e lo scientifico Newton sono stati occupati da studenti e studentesse che hanno fatto ingresso tra fumogeni, striscioni e bandiere della Palestina, rilanciando il movimento di protesta che da settimane attraversa la Capitale.

L’azione ha coinvolto due istituti simbolo della città, dal cuore storico al quartiere Esquilino. A spiegare le ragioni dell’occupazione del Newton è stato il collettivo autorganizzato “Assange”, che in un comunicato parla di un “atto di rottura necessario per esprimere un’opinione forte e chiara riguardo al genocidio del popolo palestinese”.

“Il nostro obiettivoprosegue la nota è risvegliare il mondo scolastico dalle ingiustizie che stanno accadendo, prendendo ispirazione dal celebre J’accuse di Émile Zola.”

Gli studenti puntano il dito contro “chi non prende posizione sul massacro dei palestinesi” e contro i governi di Israele, Stati Uniti e Italia, accusati di essere “complici del genocidio”.

Nel centro di Roma, invece, il Visconti, storico liceo classico di piazza del Collegio Romano, ha esposto uno striscione di solidarietà alla Palestina, tra i fumogeni che hanno tinto di rosso la facciata dell’edificio.

“È un gesto simbolicospiegano i ragazzi del collettivo autonomo per ribadire che la scuola deve essere un luogo di consapevolezza e partecipazione, non di silenzio.”

Con Visconti e Newton, sale a quattro il numero delle scuole romane attualmente occupate: restano presidiate anche il liceo artistico Enzo Rossi di via del Frantoio e il classico-linguistico Kant in piazza Zambeccari. Si sono invece concluse nel fine settimana le occupazioni del liceo Augusto, del Plauto e del Tullio Levi-Civita.

Non sono mancate le tensioni: al liceo Morgagni di via Fonteiana, un ragazzo contrario all’occupazione ha trovato le ruote della propria bicicletta bucate.

Un gesto condannato dal collettivo del liceo, che ha preso le distanze definendolo “un atto inaccettabile, estraneo ai valori e al confronto politico che guidano il nostro percorso”.

Dall’inizio dell’autunno la protesta si è già estesa a numerosi istituti della Capitale, tra cui il Rossellini, il Cavour, il Socrate e il Plinio Seniore, dove le occupazioni si sono chiuse dopo alcuni giorni.

Ma il segnale è chiaro: il mondo studentesco romano è tornato a farsi sentire, riportando al centro del dibattito le proprie rivendicazioni politiche e sociali.


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