Roma, studenti in catene contro il decreto sicurezza: nuove proteste

Previste altre iniziative: il 31 maggio un presidio a piazzale Aldo Moro e, ancora più grande, una manifestazione nazionale il 21 giugno a piazza Vittorio

La campanella suona, ma fuori dai cancelli la scena è tutta un’altra. Non zaini e corse verso le aule, ma catene, fumogeni colorati e slogan urlati a squarciagola.

Dopo il Cavour, ora tocca al Virgilio: uno studente si è incatenato all’ingresso dell’istituto, nella giornata di ieri 30 maggio,mentre attorno a lui i compagni esponevano striscioni e scandivano cori contro il nuovo decreto sicurezza.

Il gesto, simbolico ma potente, è parte della mobilitazione nazionale lanciata dal collettivo studentesco OSA, che punta il dito contro quello che definisce “un attacco diretto al dissenso, alla libertà di espressione, al diritto di manifestare”.

“Non ci incateniamo per moda o per provocazione. Lo facciamo perché questo decreto ci parla di repressione, non di sicurezza. E noi a questa repressione non ci stiamo”, spiegano dal collettivo.

Il decreto, nel mirino degli studenti, è il nuovo pacchetto sicurezza che punta a irrigidire le norme contro occupazioni, cortei non autorizzati e manifestazioni pubbliche. Ma proprio da qui, dalle scuole, si alza la voce di chi non vuole restare in silenzio.

Foto: Collettivo Osa

Attorno allo studente incatenato al Virgilio, la scena si riempie di giovani attivisti con cartelli, bandiere e megafoni. L’aria è carica di tensione ma anche di determinazione. Alcuni passanti si fermano incuriositi, altri scuotono la testa, altri ancora applaudono.

Non si tratta di un episodio isolato. Le proteste si stanno moltiplicando in tutta la città: il 26 maggio, durante una manifestazione in centro promossa dalla rete “No ddl Sicurezza – A pieno regime”, sono scoppiati scontri tra manifestanti e forze dell’ordine tra via del Tritone e piazza Barberini.

Ma i giovani non si fermano. Hanno già annunciato nuove iniziative: il 31 maggio un presidio a piazzale Aldo Moro e, ancora più grande, una manifestazione nazionale il 21 giugno a piazza Vittorio.

Il dissenso non si cancella con le leggi. Anzi, ci dà ancora più motivo per scendere in piazza e farci sentire”, fanno sapere. 

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