Roma, trasporto disabili nel caos

Aipd Roma: condizioni disabili inaccettabili. Chiediamo immediato ripristino del servizio. Quixvoi: pronti ad una class action se servizio non torna a normalità
Redazione - 20 Settembre 2013

L’Aipd Roma, associazione di persone con sindrome di down, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta ieri 19 settembre, per denunciare il pessimo avvio del servizio trasporto scolastico disabili organizzato dal Comune di Roma dopo l’operazione di accentramento, chiede il ripristino del servizio senza se e senza ma.

SAM_5548Il suo presidente Giampaolo Celani non si accontenta delle rassicurazioni dell’assessore alla scuola Cattoi sul ritorno alla normalità entro 48 ore.
“Vogliamo vedere una risposta concreta – ha detto Celani – un trasporto efficiente e coordinato. Il servizio aveva nei municipi un grosso riferimento. I funzionari incaricati, anche per esperienza personale, erano in grado di seguire le singole situazioni e verificare direttamente gli eventuali, anche frequenti disservizi, con la capacità, però, di interventi rapidi risolutori. Un servizio centralizzato, esautorato del ruolo concreto dei municipi, non può che essere totalmente inefficiente.

In questo quadro della situazione, pertanto, sono lesi numerosi diritti, principale dei quali è il diritto allo studio dei ragazzi e delle ragazze con disabilità. A questo si aggiungono numerose situazioni di reato degne di denuncia individuale, in particolare abbandono di minori da parte delle scuole, così come abbandono di incapaci di intendere di volere, qualora si parla di disabili di tipo intellettivo.
Per non parlare dei familiari lavoratori, sollecitati dalla situazione così gravosa, che non sono nelle condizioni di poter garantire la propria presenza nei posti di lavoro, creando non poche difficoltà all’economia della città nel suo complesso e nei singoli ambiti organizzativi”.

L’associazione Quixvoi, associazione di avvocati per la disabilità, sta valutando la possibilità di una class action qualora il servizio non torni a regime mentre l’Aipd Roma sta raccogliendo le istanze delle famiglie colpite dal disservizio.

“Non è possibile – ha concluso Daniele Caldarelli presidente di Quixvoi – che i genitori debbano contattare gli autisti dei pulmini per avere notizie – è come se una persona invece di chiamare il 118 per avere un’ambulanza contatti il cellulare di chi la guida. E’ assurdo e impensabile”.


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