Roma. Vengo, vedo… scappo

Sono ancora milioni i turisti che la visitano ogni anno, ma poi, raramente ritornano. E, in più, la permanenza media in città è inferiore ai tre giorni

Il 17 aprile 2014, nella Sala Riunioni in via della Greca, si è svolto il primo Tavolo del Turismo di Roma. L’iniziativa, attuata per volontà della Presiedente della Commissione XII di Roma Capitale On. Valentina Grippo (Turismo, Moda e Relazioni Internazionali), ha proposto agli interlocutori presenti l’avvio di un lavoro concentrato sulla riabilitazione di Roma tra le mete turistiche del futuro.

Il dato più importante emerso dall’incontro? Manca ancora una visione politica di investimenti per la promozione turistica del territorio. All’incontro, infatti, erano presenti i ferenti delle imprese e degli esercenti, le associazioni di categoria, ma mancavano i referenti dei municipi (per portare e prospettare le istanze del territorio), le numerosissime associazioni culturali che tanto si prodigano per contribuire alla promozione della città (se si esclude il Comitato Cittadini Quarticciolo e dintorni, che, presa la parola, ha portato l’attenzione sulle zone cosiddette periferiche di Roma, ancora poco note e poco conosciute dai turisti ma che potrebbero portare un notevole valore aggiunto al piano del turismo della città).

Roma, purtroppo, non è più considerata una meta appetibile dai turisti internazionali, non solo, ma non gode più, neanche della sua “storica forza” ereditata dall’immensa cultura che in essa si trova. Si assiste, impotenti, ad uno scollamento tra l’idea di una “grande Roma” e la realtà di una “piccola città” non organizzata per essere degna di se stessa. Il settore del turismo considerato, a torto, come una parte marginale delle attività capitoline, perché, considerato una voce costante di entrata nel bilancio, sta subendo un tracollo netto.

A Roma, oggi, si viene, e sono ancora milioni i turisti che la visitano ogni anno, ma poi, raramente ci si ritorna, in più la permanenza media è inferiore ai tre giorni (insomma: vengo, vedo… scappo!)

Tassa di soggiorno che, si ricorda, non è una tassa di scopo, quindi utile al settore, servendo solo a ripianare i buchi di bilancio, mancanza della sicurezza, accoglienza rasente lo zero (mancano le indicazioni in lingua estera, le indicazioni alberghiere, le indicazioni per poter arrivare in qualsiasi parte della città…),  la “svalorizzazione” dell’artigianato artistico romano (non bisogna dimenticare che Roma, è stata pensata ed immaginata dei grandi della storia, ma poi è stata fisicamente costruita dagli artigiani), la mancanza di un adeguamento alle nuove esigenze del turista, oggi, sempre di più si cerca una “nuovo” tipo di vista turistica, un nuovo modo di sentire e percepire le città visitate), l’abusivismo dilagante, quello, purtroppo, l’unico settore del comparto turistico in continua crescita, sono questi i biglietti da visita negativi che Roma, la città eterna, presenta al turista quando giunge da noi.

E per il futuro?

Lavorando sulle mancanze emerse si potrebbe giungere ad una vera promozione turistica della città, pensata, voluta, concertata tra l’amministrazione (che dovrebbe dare gli indirizzi politici), le associazioni di categoria (che dovrebbero dare gli input tecnici) e la cittadinanza, attraverso le associazioni culturali e sociali ed i comitati di quartiere (che potrebbero essere il valore aggiunto in grado di far fare a questa città lo scatto in avanti).

Roma, città eterna? Sarebbe già tanto arrivare ai quattro giorni di permanenza dei turisti e bello visitarla, amarla, viverla con soddisfazione qualche giorno in più di quello che accade oggi.

 

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