Rosa Confetto, con dolcezza, dalla culla all’altare

Il negozio di via dei Ciclamini a Centocelle punto di riferimento per tanti lieti eventi

Un apostrofo rosa, come un sogno nato negli anni Ottanta, e dolce come solo il confetto sa essere dolce, soprattutto se è destinato ad accompagnare, le più soavi ricorrenze della vita, rigorosamente e sempre di Sulmona i confetti ed in bomboniere fantasiose create appunto e non a caso da Rosa Confetto.
In via dei Ciclamini 99 ad accoglierci è il sorriso radioso delle sorelle Roberta (Roby) e Loredana (Lory) Redivo che hanno accettato di buon grado di rispondere alle nostre domande (lo farà solo Lory che dell’esercizio è la titolare, mentre Roby si limiterà ad assentire).

Loredana, può raccontarci brevemente la storia di Rosa Confetto?

Quest’attività nasce nel 1984 nella vecchia sede nella vicina via Federico Delpino 166 con l’insegna Roby e Lory dove abbiamo avviato il settore delle bomboniere, facendoci conoscere ed apprezzare dai clienti. Sei anni dopo è avvenuto il trasferimento nell’attuale negozio di via dei Ciclamini 99 e con il prezioso aiuto e i consigli di mia sorella Roberta continuo a servire i clienti di Centocelle e non solo “dalla culla all’altare”.

Qual è stato il segreto del successo della vostra attività?

Se di successo possiamo parlare credo che l’unica formula vincente sia stata quella di gratificare il cliente cercando sempre di seguire le sue mutevoli esigenze proponendo prodotti originali e al passo con la moda del momento. Decisivo è stato sicuramente anche il rapporto umano costruito con gentilezza e pazienza: due doti fondamentali per svolgere questo genere di lavoro. E poi soprattutto la passione che tutto sommato rappresenta l’unica mossa vincente per contrastare la crisi, non scoraggiandosi e aumentando la fatica con lo scopo di raggiungere degli obiettivi. E a volte ci si riesce altre no. Ma è soprattutto attraverso la cocciutaggine e la perseveranza che si continua a portare avanti questa avventura.

Come ricorda il quartiere al momento dell’avvio dell’avventura?

Il modo di vivere di allora era diverso. Prevaleva un’aggregazione sociale differente. Un tempo si collaborava, anche a livello condominiale, e ci si incontrava nelle palestre o nei centri sociali con il fine di realizzare qualcosa di diverso. Purtroppo adesso le persone del quartiere, sia giovani che anziani, sono diventate più chiuse e diffidenti, spesso si rinchiudono nei centri commerciali ed inevitabilmente finiscono per spendere e spandere anche più del necessario.

Che ci dice dei I comportamenti dei clienti? Come si sono evoluti?

La clientela si è evoluta ed è anche cambiata. Abbiamo assistito alla formazione di tante nuove famiglie, alla nascita dei loro figli, li abbiamo accompagnati nelle prime comunioni, nelle cresime. Oggi abbiamo acquisito nuovi clienti, di diverse etnie, con l’avvento dell’immigrazione. Noi ci siamo rapportati sempre in maniera ottima con loro, mostrando disponibilità nell’incontro. Le esigenze restano sempre le stesse: quelle di ben figurare, cercando di spendere moderatamente. La differenza è nella lingua diversa, magari anche negli abiti, ma poi anche loro vogliono lo sconticino, esattamente come gli italiani.
Centocelle in fondo è sempre stata il luogo che prima accoglieva gli immigrati delle altre regioni italiane mentre oggi nel quartiere si sono persone che provengono da diverse parti del mondo.

Quali sono gli effetti della crisi attuale?

Penso che i centri commerciali hanno avuto effetti deleteri sul piccolo commercio locale, costringendo alla chiusura molti piccoli esercizi di strada. Anche se non vanno ad incidere sul nostro settore, le uolteriori nuove aperture preventivate possono danneggiare ancora di più degli esercizi di strada che sono vitali per uno sviluppo armonico dei nostri quartieri, evitando la desertificazione degli stessi. La presenza di attività commerciali consente anche ai nostri ragazzi di vivere meglio il proprio quartiere.

La Metro C favorirà il consolidamento di queste piccole strutture commerciali?

La metropolitana aumenterà senz’altro l’afflusso di persone nel quartiere anche se continueranno a mancare infrastrutture e servizi. 

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