

Fatti e misfatti di giugno 2013
Rotture continue
“Questa specie di tiro al bersaglio che parte appena apro bocca deve finire – ha tuonato, in una intervista a “La Stampa”, il sindaco di Firenze, Matteo Renzi – perché sto cominciando a rompermi i “cosiddetti” (ma lui non ha detto i “cosiddetti”) e non credo che a loro convenga”.
Non c’è dunque giorno, ormai, che un politico non annunci il rischio di una imminente rottura dei suoi “cosiddetti”. Per cui la cosa comincia a farsi preoccupante. Il pericolo, infatti, è che – in una situazione economica, politica e sociale come quella che si sta vivendo e che richiederebbe, invece, “cosiddetti” in piena salute ed integrità – quelli della politica continuino ad avviarsi sulla disastrosa strada della rottura. Dove, sicuramente, incrocerebbero quelli di tutti gli italiani sempre più stanchi e sfiduciati. I signori – di destra, di centro, di sinistra – dovrebbero allora fare, al Paese, almeno questa cortesia: dotarsi di adeguati aiuti antirottura. Metaforicamente nei manuali del politicamente corretto. Altrimenti resterebbero, pur sempre, gli scaffali delle parafarmacie o dei negozi di articoli sportivi.
Massimo il sornione
“Finalmente vedo – così Massimo D’Alema al collega pd Matteo Orfini – che i giovani turchi fanno qualcosa di interessante”.
Massimo D’Alema, però, non ri riferiva alla corrente dei “giovani turchi” all’interno del Pd. Si riferiva, sornione, ai giovani turchi di Istanbul in lotta per la democrazia nel loro Paese.
L’ Arcangelo di Niki
“A Niki Vendola il quale ha optato per restare Governatore della Puglia – notizia da Montecitorio – è subentrato l’avvocato amministrativista Arcangelo Sannicandro”.
Notizia di scarso o nessun rilievo? Invece no. Perché il neo deputato Arcangelo Sannicandro, sotto inchiesta dal luglio 2010, è stato recentemente rinviato a giudizio per truffa e falso e il processo a suo carico è stato fissato per il 17 settembre prossimo. Il neo deputato Arcangelo Sannicandro, insomma, è stato messo in lista – nelle ultime elezioni politiche – quando era stato già indagato ed è entrato alla Caamera – ora – pur essendo già stato rinviato a giudizio. Il neo deputato Arcangelo Sannicandro, per carità, potrebbe essere anche scagionato, alla fine, da ogni imputazione. Ma intanto è lì, alla Camera, in attesa di processo. A testimonianza, allora, che anche Niki Vendola – il quale così duramente si è battuto e continua a battersi per l’esclusione, dalle liste prima e dai seggi dopo, di indagati e di rinviati a giudizio – alla fine non ha alcunché da dire e da fare per uno degli uomini di sua più nota fiducia. E, dunque, non farebbe male a vergognarsi. Per l’episodio in sé. Ma, soprattutto, per la falsa immagine tanto clamorosamente esibita di se stesso.
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