Rubini-Scamarcio: due artisti a confronto

Sono stati i protagonisti del secondo duetto previsto dal Festival del Cinema di Roma
di Mariangela Di Serio - 1 Novembre 2011

Entusiasmante duetto quello tra il regista Sergio Rubini e l’attore Riccardo Scamarcio. I due artisti entrambi di orgine pugliese e legati da un sodalizio cinematografico consolidato dai film “Colpo d’occhio” e “L’uomo nero” si sono raccontati ieri pomeriggio al pubblico del Festival del Cinema di Roma durante una conferenza stampa moderata dal giornalista Mario Sesti.

Ripercorrendo le tappe della loro relazione professionale e partendo dal primo giorno in cui si sono conosciuti, i due si sono raccontati al pubblico non risparmiando aneddoti divertenti della loro vita e carriera.

Rubini traccia un quadro ironico del suo collega e allievo: “Quando l’ho visto mi ha colpito molto il suo volto. Riccardo è adatto a fare un certo tipo di ruolo e bisognerebbe riscrivere la sceneggiatura dei film per farla calzare a pennello su di lui. E’ uno che in poco tempo è arrivato a Los Angeles mentre io sono rimasto a Matera!. Io sono ancora un meridionale con la valigia di cartone mentre in lui ho visto un uomo del sud con il trolley!

Scamarcio sa stare al gioco e incalza: “Ho conosciuto Sergio in una libreria Laterza a Bari durante una lettura. L’ ho salutato facendogli i miei complimenti e lui mi ha risposto con un grazie, ciao, ciao. Tempo dopo ci siamo incrociati agli Studi della Cecchi Gori. Il mondo che racconta Sergio mi ha affascinato perché è complicato, complesso, c’è sempre il rapporto con il mistero. Il personaggio che ho interpretato in ‘Colpo d’occhio’ è stato uno dei più difficili, ho sposato completamente la causa del film cambiando pochissimo rispetto al copione. Una volta con Sergio abbiamo provato 19 ore di seguito, ci ha fatto sclerare tutti!!!”

Tra scambi di battute e risate Rubini sottolinea il grande merito di Scamarcio: “Riccardo ha fatto un gran lavoro. Ha iniziato con cifre da capogiro nelle sale. La cosa più normale per un attore è quella di continuare a fare film dello stesso genere per 20 anni di seguito, invece lui coraggiosamente si è buttato su un cinema dove i numeri non contano molto sapendosi reinventare e mettersi alla prova. La sua è stata una grande scelta”.

Conclude Scamarcio: “La società costringe noi attori a sottostare a degli schemi. Cerchiamo di continuare a fare film diversi cambiando continuamente”.

Nella foto: Sergio Rubini, il giornalista Mario Sesti e Riccardo Scamarcio.


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