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Ruderi del Parco Prampolini: politica e burocrazia contro le regole del gioco?

Lettera aperta di supplica a Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica

Come ormai noto ai lettori di questo giornale, i ruderi del Parco Prampolini (edifici sepolcrali risalenti al quarto sec. d.C.) sono assediati da alberi – cresciuti spontaneamente e senza controllo – le cui radici potrebbero minarne la stabilità; da almeno un anno la rete di accesso ad uno dei ruderi è tranciata in un punto, e scardinata la serratura del cancelletto che ne custodiva l’interno.

Ho segnalato da mesi il problema degli alberi alla Sovrintendenza capitolina (inviata mail a febbraio 2025), che è stata interessata sullo stesso tema il 13 ottobre scorso da una comunicazione via PEC dell’associazione “Italia Nostra”. Lo scorso 15 ottobre ho scritto a Sovrintendenza, Sindaco ed assessora comunale ambiente, ribadendo tali criticità, e aggiungendo che da molto tempo le lampade di illuminazione serale dei ruderi restano spente, e non sostituite o riparate.

Oggi mi è pervenuta una lettera dalla Sovrintendenza Capitolina, in cui è scritto:

«In relazione alla segnalazione di criticità e degrado dei beni culturali presenti all’interno del Parco Prampolini (prot. RI/42184 del 15/10/2025), si ribadisce, come già comunicato per le vie brevi, che i beni archeologici presenti nel Parco oggetto della segnalazione non rientrano tra le competenze di questa Sovrintendenza Capitolina, in quanto pur essendo pervenuti nelle proprietà di Roma Capitale a seguito dell’attuazione del Programma Urbanistico “Prampolini – Anagnina – Parco Talenti – Mezzocamino” (Convenzione Urbanistica del 23/06/2006 a rogito del Notaio Ungari Trasatti rep. 38814 racc. 20179 – rif. 154), come risulta dal verbale di immissione in possesso e consegna del Dipartimento Patrimonio e Politiche abitative prot. QC/46488 del 09/12/2019, non sono mai stati dati in consegna alla Sovrintendenza Capitolina. Sarà comunque cura di questo Ufficio attivarsi per la conservazione e valorizzazione degli stessi».

Il lessico burocratico di questa comunicazione non può a mio avviso nascondere due sospetti:

Quello di un clamoroso ritardo nel conferimento alla Sovrintendenza Capitolina, e/o nella presa in carico da parte di questa, dei beni archeologici del Parco Prampolini.

Quello della presenza di una contraddizione della Sovrintendenza Capitolina, che afferma di non essere competente (…formalmente?) sui beni archeologici in oggetto, e quindi promette di attivarsi per la loro conservazione e cura …. ma se è così, non poteva attivarsi un po’ di anni fa, o almeno ad inizio 2025, quando i cittadini hanno segnalato lo stato di abbandono di questi beni pubblici? …

…Orbene, Sig. Presidente della Repubblica, mi rivolgo a Lei per supplicare quanto segue:

Un sempre più energico richiamo nei confronti della politica (maggioranze e opposizioni!) e della burocrazia (Uffici e Servizi!) al controllo e all’esercizio del rispetto della Costituzione e delle leggi dello Stato, non solo in materia di tutela di ambiente, paesaggio e beni culturali, ma anche e soprattutto in materia di corretto ed efficiente funzionamento delle Pubbliche Istituzioni come elemento irrinunciabile per il recupero della fiducia in esse da parte dei cittadini, e per le connesse possibilità di sopravvivenza della democrazia…!

Con profondo rispetto

Carlo Falco


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