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San Paolo: blitz dei movimenti per la casa, scontri con polizia

Dopo vari tentativi circa 400 manifestanti hanno occupato uno stabile. Scontri e lancio di oggetti contro polizia. 50 identificati

Nella mattinata del 4 febbraio 2016 un centinaio di famiglie aderenti ai movimenti per la casa hanno tentato di occupare alcuni stabili abbandonati della Capitale.
Una parte di essi si è data appuntamento alla fermata metro Policlinico alle 9:30 e ha poi raggiunto un secondo gruppo in zona Castro Pretorio.
Qui le famiglie hanno trovato la squadra mobile già pronta a respingere il tentativo di occupazione, nonostante si trattasse di un blitz segreto.
Secondo Barbara Grandi di Action “Campidoglio e Prefetto hanno interrotto i tavoli cui partecipava anche la Regione. Noi abbiamo bisogno di ascolto”.

MovCasaManifestaz4-1-16I movimenti si sono dunque spostati intorno alle 10:30 alla Piramide Cestia, salvo poi spostarsi nuovamente a pochi metri dalla Basilica di San Paolo, poco dopo le 11.

Sul posto ad aspettarli hanno trovato la squadra mobile della Polizia in tenuta antisommossa.
Per un attimo si è sfiorata la carica, mentre alcuni esponenti dei movimenti della casa entravano nello stabile di via Ostiense 333.
Per più di un’ora la situazione è rimasta pressoché identica: da una parte le famiglie occupanti, dall’altra le forze dell’ordine schierate.

“Occupare uno stabile vuoto è legittimo se lo Stato non ci dà la casa” si sente urlare dal megafono.
Cori sono stati lanciati contro la speculazione edilizia romana, accusata di essere la causa dell’emergenza abitativa nella Capitale.
A guidare la protesta – tra gli altri – Andrea “Tarzan” Alzetta, noto esponente dei movimenti per la casa romani: “Il decreto Lupi ci ha tagliato acqua e luce nelle abitazioni, mettendole sotto sequestro. Oggi siamo qui anche contro questa violenza ai nostri danni”.

A San Paolo, dopo circa un’ora dall’arrivo dei manifestanti, è giunto anche il Vescovo che ha dialogato con lo stesso Tarzan per comprendere le istanze degli occupanti. “Questa è un’azione per rivendicare diritti essenziali e legittimità delle occupazioni, necessarie per vivere dignitosamente in assenza di politiche abitative serie”. “Ce l’abbiamo col Prefetto e con Tronca – aggiunge Barbara Grandi di Action – le nostre richieste avanzate nei tavoli istituzionali sono cadute nel vuoto. Gabrielli aveva promesso uno stop agli sgomberi, e invece nei giorni scorsi le forze dell’ordine hanno sgomberato a Villa Lauricella. Dove le mettiamo queste famiglie?”

“Non è possibile – ci dice una manifestante – che nella città del Giubileo della Misericordia si attacchi chi non ha casa e non si faccia niente contro chi specula”.

In mezzo alla folla erano presenti anche donne e bambini. Per circa un paio d’ore la situazione si è protratta sempre allo stesso modo: da una parte i manifestanti – parte nell’edificio e parte all’esterno – ad intonare cori e rivendicare i diritti all’abitare, dall’altra le forze dell’ordine schierate e immobili, forti di numerose camionette e di un idrante.

Ad un certo punto qualcosa in questo equilibrio si rompe, e parte la prima carica contro la folla. L’edificio viene velocemente sgomberato, mentre, come sottolineato in un comunicato della Questura, oggetti venivano lanciati all’indirizzo degli agenti di polizia. Il bilancio finale sarà di due agenti feriti in maniera lieve e di alcuni manifestanti colpiti al volto e agli arti. Cinquanta di essi sono stati identificati dalla Digos e poi rilasciati.
“Oggi è un giorno triste – ci dice in via confidenziale un manifestante presente – vedere i propri compagni attaccati con questa violenza fa male”.

La situazione è tornata alla normalità nelle prime ore del pomeriggio.

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