

L'Agenzia del Demanio sarà la stazione appaltante per il nuovo Policlinico: fine lavori prevista per il 2030. Intanto, bando da 3 milioni per la progettazione del San Giacomo
Dalla delibera della Giunta capitolina prende forma uno dei dossier più rilevanti per la sanità romana dei prossimi anni: il rilancio del Policlinico Umberto I e, in parallelo, la riapertura dello storico Ospedale San Giacomo, chiuso ormai da diciotto anni.
Due operazioni distinte ma politicamente intrecciate, che ridisegnano assetti sanitari e urbanistici nel cuore della Capitale.
L’intesa sottoscritta tra Regione Lazio, Roma Capitale, Sapienza Università di Roma e Agenzia del Demanio mette nero su bianco un cronoprogramma stringente.
L’obiettivo dichiarato è l’apertura del cantiere nel 2027. Prima tappa: entro il 2026 l’affidamento dei lavori. Poi l’avvio ufficiale degli interventi l’anno successivo e, salvo imprevisti, conclusione e collaudo entro il 2030.
Un arco temporale ambizioso che richiederà una regia istituzionale solida.
A coordinare l’intero iter sarà una Cabina di Regia presieduta dal governatore Francesco Rocca, con il compito di supervisionare le indagini preliminari e la redazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (Pfte), passaggio decisivo per tradurre l’intesa politica in un’opera cantierabile.
Il progetto non si limita a un ammodernamento edilizio, ma prefigura una trasformazione radicale dell’assetto del complesso.
Il masterplan elaborato dalla Sapienza prevede lo spostamento del baricentro sanitario su viale dell’Università, dove sorgerà un polo clinico di nuova generazione, con strutture integrate e tecnologicamente avanzate.
Una scelta che punta a superare la frammentazione attuale e a rendere più efficiente l’organizzazione ospedaliera.
Parallelamente, i padiglioni storici affacciati su viale del Policlinico perderanno la funzione strettamente sanitaria per essere riconvertiti in campus universitario: residenze per studenti, aule, spazi di studio e servizi. Un ribaltamento funzionale che incide profondamente sul tessuto urbano.
In quest’ottica si inserisce anche la pedonalizzazione di viale del Policlinico, con una revisione complessiva della mobilità dell’area.
Percorsi del trasporto pubblico e sistema della sosta saranno ripensati in raccordo con Roma Mobilità, in un’operazione che ambisce a coniugare sanità, università e sostenibilità.
Sul fronte del centro storico, si sblocca una vicenda rimasta per anni impantanata tra contenziosi e stop amministrativi.
L’ex ospedale di via del Corso si prepara a una seconda vita.
La ASL Roma 1 ha bandito la gara per la progettazione, per un valore di 3,1 milioni di euro, primo passo concreto verso la riqualificazione del complesso.
L’investimento complessivo stimato per riportare in funzione la struttura, chiusa dal 2008, è di 145 milioni di euro.
L’obiettivo politico e sanitario è chiaro: restituire al centro di Roma un presidio strategico, capace di integrare attività ambulatoriali e reparti di degenza in un edificio storico di grande pregio architettonico.
Due cantieri simbolo, dunque, che segnano un passaggio cruciale per la sanità capitolina e per l’assetto urbano della città: da un lato il grande hub universitario-ospedaliero dell’Umberto I, dall’altro il recupero di un tassello storico come il San Giacomo.
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