Categorie: Incontri e Convegni
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Sanità: il deficit è pesante

Due miliardi e 90 milioni nel Lazio nel biennio 2003-2004. L'incontro organizzato da Ds e Unione nel VII municipio

Martedì 15 novembre, presso il CABA (centro abbattimento barriere architettoniche), a viale Palmiro Togliatti 981, si è tenuto un dibattito per discutere i pesanti problemi che gravano nel settore sanitario, organizzato dai Ds e dall’Unione del VII municipio.
In apertura il dottor Rosanna Acerbo  ha annunciato la prossima apertura, presso la sede del CABA, di un “Centro della terapia del dolore”.

Al dibattito sono intervenuti: S. Ribaldi “delegato del Sindaco”, P. Battaglia “consigliere comunale”, G. Cioffredi “assessore VII municipio”, A.Moriconi “delegato RSU, medici e operatori ASL, cittadini dei quartieri di Centocelle e Quarticciolo.

Sull’intero settore sanitario grava pesantemente il deficit complessivo, verificatosi negli anni 2003/2004, pari a 2 miliardi e 90 milioni di euro. La determinazione esatta dei disavanzi relativi al biennio esaminato, è stata però, definita con esattezza solo nel mese di ottobre 2005. Infatti, inizialmente le verifiche ASL effettuate sui bilanci, parlavano di un buco pari a 1 miliardo e 231milioni di euro. E’ solo attraverso un ulteriore verifica, conclusasi nel mese di ottobre, che dai bilanci consuntivi e dalle altre operazioni di consolidamento, emerge un extradeficit di 433 milioni nel 2003 e 426 milioni nel 2004. Al totale di 2 miliardi e 90 milioni di euro, va poi aggiunto il disavanzo previsto per l’anno 2005, stimato sui 500 milioni di euro.

E’ Clara Tontini, infermiera dell’ASL RM B, che evidenzia i problemi e le difficoltà degli utenti: file interminabili, liste d’attesa di 4-5 mesi, mancanza di strumenti adeguati. L’infermiera parla di un debito non solo economico ma anche culturale e della necessità di un riadeguamento di strutture e organizzazione.

Urgono interventi

Augusto Battaglia, assessore regionale alla Sanità, con un intervento scritto ha spiegato i problemi presenti.
Una quota del disavanzo, è indubbiamente attribuibile alla sottostima sistematica del Fondo Sanitario Nazionale da parte del Governo, in riferimento alle risorse necessarie a garantire i livelli essenziali di assistenza. Il disegno di legge “Finanziaria 2006”, riduce in termini reali le risorse, presentando così aspetti di insostenibilità e di difficilissima realizzazione. Infatti, per la spesa sanitaria il fabbisogno 2006 viene stimato in circa 90 miliardi, lontano da quello reale, quantificato in 93,2 miliardi. Rispetto alla spesa prevista nel DPEF 2006/2009 per l’anno 2006 viene operato, quindi, un taglio di 4,5 miliardi. Inoltre, per i deficit pregressi vengono attribuiti solo 2 miliardi che dovranno comunque essere ripartiti tra le regioni, anziché i 4,5 miliardi quantificati solo per l’anno 2004.
Una quota significativa del disavanzo regionale, è attribuibile all’incremento della spesa farmaceutica. La Regione nel 2004 ha sfondato il tetto del 13% pari a 438 milioni di euro, mentre registra un lievissimo miglioramento la proiezione al 31/12/2005 con 428 milioni di euro.
A tutto ciò, la Giunta regionale ha risposto avviando una serie di misure correttive, già sperimentate in altre regioni. I direttori generali hanno avviato un rigoroso lavoro di moralizzazione e tagli di spese inutili.
Occorrerà, inoltre, migliorare i livelli di produttività nelle strutture pubbliche, per garantire una più proficua utilizzazione delle risorse. In particolare, la regione a già attivato un programma per il pieno utilizzo delle strutture diagnostiche, anche territoriali, in molti casi sotto utilizzate.
Per finire, la Regione sta stipulando accordi con medici di medicina generale e specialisti ambulatoriali, finalizzati a redigere linee guida, al fine di garantire maggiori livelli di appropriatezza sugli esami più complessi e costosi.

Siamo tutti in attesa e nella speranza, di poter sentire un giorno la nostra sanità vicino alle nostre esigenze.

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