Categorie: Politica Sanità
Municipi:

Sanità Lazio, la rivoluzione di Rocca tra promesse e bollini rossi

Nonostante un indice di rispetto dei tempi complessivo che oscilla tra l'80% e l'84%, sono le singole prestazioni a mostrare le criticità maggiori

La sanità laziale attraversa una fase di profonda trasformazione, ma i numeri del monitoraggio regionale 2026 restituiscono un’immagine ancora lontana dall’efficienza promessa.

Mentre la giunta di Francesco Rocca vara una stretta sulle ricette e sanzioni per chi non disdice gli appuntamenti, i cittadini continuano a denunciare una realtà fatta di attese estenuanti, soprattutto per esami critici come colonscopie ed ecografie ginecologiche.

La nuova “scadenza” delle ricette

Dal primo febbraio il sistema è cambiato radicalmente. La validità delle ricette non è più fissata a 180 giorni per tutti, ma segue la priorità assegnata dal medico.

Una mossa pensata per evitare l’accumulo di prenotazioni “fantasma”, ma che obbliga il cittadino a una corsa contro il tempo per non veder scadere l’impegnativa.

Analisi delle ASL: la mappa del disservizio

Nonostante un indice di rispetto dei tempi complessivo che oscilla tra l’80% e l’84%, sono le singole prestazioni a mostrare le criticità maggiori, segnalate in “rosso” nel portale di monitoraggio.

  • ASL Roma 1: Le prestazioni urgenti soffrono. Per un’ecografia ginecologica urgente si attendono mediamente 39,5 giorni, contro i 3 previsti. La colonscopia breve viene garantita nei tempi solo in un caso su due.

  • ASL Roma 2: Qui il “bollino rosso” colpisce la diagnostica differibile. Per un’ecografia muscolotendinea l’attesa media schizza a 114 giorni (indice di rispetto del 26,7%). Drammatica la situazione della colonscopia totale, con attese medie di 134 giorni.

  • ASL Roma 3: È l’azienda con l’indice di rispetto più basso (78,9%). La colonscopia programmata registra ritardi record: solo il 26,4% delle prestazioni rispetta i tempi, con punte di 145 giorni di attesa.

Gli “Ambiti di Garanzia”: la sanità si fa locale

Un’altra novità sostanziale riguarda la territorialità. Per limitare i viaggi della speranza da una provincia all’altra, la Regione ha diviso il territorio in 5 ambiti di garanzia.

Il Servizio Sanitario è ora tenuto a trovare un posto entro l’area di appartenenza, integrando le ASL provinciali con i grandi poli del “Centro” (Roma 1, 2 e 3).

Lo scenario politico

Le segnalazioni sotto i post social del Presidente Rocca confermano che la percezione dei cittadini non coincide ancora con i dati aggregati.

Se da un lato l’introduzione delle sanzioni per il no-show (chi non si presenta e non disdice perde il diritto alla prestazione o deve ripagare il ticket) mira a recuperare migliaia di slot persi, dall’altro la carenza di personale e macchinari nelle ASL Roma 2 e 3 resta il nodo principale da sciogliere.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento