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Sanità, piano Rocca: 14mila assunzioni e assistenza su misura

A delineare la rotta è il presidente della Regione, Francesco Rocca, che intervistato da Il Messaggero ha tracciato i contorni di un sistema destinato a ruotare sempre più attorno alla figura dell’infermiere

La sanità del Lazio prova a cambiare pelle, puntando su innovazione, competenze e una nuova organizzazione dell’assistenza.

A delineare la rotta è il presidente della Regione, Francesco Rocca, che intervistato da Il Messaggero ha tracciato i contorni di un sistema destinato a ruotare sempre più attorno alla figura dell’infermiere e all’uso avanzato delle tecnologie digitali.

Non è più solo una questione di medici. La strategia della Giunta regionale mira a ridisegnare l’equilibrio dell’intero sistema sanitario, con l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa e rafforzare la medicina territoriale.

Al centro di questa trasformazione c’è il Piano Assistenziale Individualizzato (PAI), un modello organizzativo che il Lazio è tra i primi a introdurre in modo strutturale.

L’idea di fondo è chiara: superare la visione tradizionale dell’infermiere come semplice esecutore e riconoscerne invece il ruolo centrale nella gestione del paziente. Professionisti formati attraverso percorsi universitari e post-universitari di alto livello, chiamati oggi ad assumere maggiori responsabilità nella presa in carico delle persone.

In questo scenario si inserisce con forza la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità, destinata a diventare uno dei pilastri delle nuove Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità. Un ruolo che unisce competenze cliniche avanzate a una dimensione relazionale fondamentale, fatta di ascolto, accompagnamento e presenza costante sul territorio.

Il PAI rappresenta lo strumento operativo di questa rivoluzione. Si tratta di un sistema che consente di costruire percorsi assistenziali su misura per ogni paziente, favorendo il coordinamento tra professionisti e strutture diverse.

Attraverso l’utilizzo di standard internazionali, come la classificazione NANDA, viene introdotto un linguaggio condiviso che rende più efficaci le decisioni e riduce le disomogeneità negli interventi.

Non solo organizzazione, ma anche sicurezza. L’adozione di criteri oggettivi e il supporto di algoritmi permettono di limitare gli errori legati alla frammentazione delle informazioni, mentre la tracciabilità delle decisioni rafforza le garanzie anche sotto il profilo medico-legale.

Parallelamente, la Regione affronta uno dei nodi più critici: la carenza di personale sanitario, in particolare nei reparti di emergenza.

La risposta passa da un piano straordinario di assunzioni, il più consistente degli ultimi vent’anni, con l’ingresso previsto di 14mila nuovi professionisti e un investimento complessivo che supera i 660 milioni di euro. A questo si affiancano incentivi economici per rendere più attrattivi i settori più esposti e complessi.

A completare il quadro c’è la spinta decisiva verso la digitalizzazione.

La Cartella Clinica Elettronica regionale sarà il fulcro di un sistema integrato capace di raccogliere e condividere in tempo reale tutte le informazioni sanitarie dei pazienti. Uno strumento pensato per evitare dispersioni di dati e garantire decisioni più rapide, soprattutto nei momenti più delicati.

La sfida, ora, è trasformare questa visione in realtà concreta. Perché il vero banco di prova sarà la capacità di rendere questi strumenti efficaci nella quotidianità, migliorando davvero la qualità dell’assistenza e restituendo fiducia a cittadini e operatori.


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