

I Fatti e i Misfatti di marzo 2010 (V) di Mario Relandini
Santa vigilanza
"Sugli abusi ai minori commessi da sacerdoti – ha tenuto ad accreditare il presidente della Commissione episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco – la Chiesa italiana ha già da anni intensificato la sua vigilanza nel prevenire".
Deo gratias. Alla luce di quanto sta emergendo da qualche tempo, tuttavia, figurarsi che cosa sarebbe accaduto se la Chiesa italiana non avesse già da tempo intensificato la sua santa opera di prevenzione.
Rischi
"I ragazzi che hanno messo a rischio la propria vita giocando ad attraversare l’autostrada Milano-Genova, di notte, tra i veicoli di passaggio ad alta velocità – hanno riportato i giornali – rischiano ora una condanna".
Che cosa dire? Subito, magari, una sola cosa: meno male che l’avere messo a rischio la propria vita sia andata bene a quei giovani incoscienti, ma perché, ora, dovrebbero rischiare una condanna? Sulla condanna, no, non è giusto né opportuno che vada loro bene. Non dovrebbe esserci per loro, cioè, il rischio della condanna: la condanna dovrebbe esserci in modo sicuro e, anche, duro. Pur se alcuni genitori di quei giovani incoscienti non sarebbero purtroppo d’accordo così come non sono stati purtroppo d’accordo sul fatto – dovuto – che gli agenti di polizia, intervenuti ad evitare una più che probabile strage, abbiano proceduto ad identificare i "bravi ragazzi" prima di riaffidarli alla loro evidente irresponsabile potestà.
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