

Il caso è esploso in tutta la sua gravità durante la seduta della Commissione Trasparenza della Regione Lazio, dove è emerso un quadro che molti definiscono ormai fuori controllo
Tempesta sull’Asp Sant’Alessio – Margherita di Savoia, storica istituzione romana punto di riferimento per l’assistenza ai non vedenti, oggi al centro di una crisi che intreccia conti in rosso, polemiche politiche e ombre sulla gestione.
Il caso è esploso in tutta la sua gravità durante la seduta della Commissione Trasparenza della Regione Lazio, dove è emerso un quadro che molti definiscono ormai fuori controllo.
I numeri raccontano una situazione allarmante: un disavanzo annuo che sfiora il milione e mezzo di euro e un debito complessivo che, secondo alcune stime, potrebbe aver raggiunto i 24 milioni.
Un buco che fa ancora più rumore se messo accanto al patrimonio dell’ente, un tesoro immobiliare da oltre 200 milioni di euro che, però, non starebbe producendo benefici concreti per gli assistiti.
Al centro della bufera c’è il direttore generale Massimo Canu, figura su cui si concentrano le critiche più dure. Dalle opposizioni arrivano accuse pesanti: dubbi sui requisiti necessari per ricoprire l’incarico, contestazioni sulla gestione del personale e sospetti su incarichi e consulenze.
Si parla di dimissioni a catena di lavoratori qualificati e di un clima interno sempre più teso, mentre il livello dei servizi offerti agli utenti viene ritenuto in progressivo peggioramento.
La Regione, dal canto suo, riconosce le criticità ma sottolinea i limiti del proprio intervento. L’assessore ai Servizi Sociali ha chiarito che la revoca del direttore non rientra nelle competenze dirette della Giunta, ma spetta al consiglio di amministrazione dell’ente. Una posizione che, di fatto, lascia la situazione in una fase di stallo, mentre cresce la pressione politica.
E poi c’è il nodo più delicato: quello del patrimonio immobiliare. Gli immobili dell’Asp, affidati a un fondo di gestione, rappresentano una ricchezza potenziale enorme, ma secondo le denunce non starebbero generando ritorni adeguati. Una risorsa che, anziché sostenere e potenziare i servizi, sembra restare in gran parte inutilizzata.
Nel frattempo, le conseguenze si riversano direttamente sulle famiglie e sugli utenti: attività ridotte, servizi incerti e preoccupazioni crescenti anche per progetti fondamentali come quelli legati al “Dopo di noi”, destinati a garantire autonomia alle persone con disabilità.
Il clima è ormai quello di un’emergenza aperta. Dal Consiglio regionale arriva la richiesta di fare piena luce sulla vicenda, con l’ipotesi concreta di istituire una commissione d’inchiesta. L’obiettivo è chiarire responsabilità e gestione prima che la situazione precipiti ulteriormente.
Per una realtà che da oltre un secolo rappresenta un presidio fondamentale per i non vedenti, la posta in gioco è altissima: non solo il risanamento dei conti, ma la salvaguardia di un servizio essenziale per migliaia di persone.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.