

Il Presidente Francesco Rocca: "L’ospedale sant’Eugenio ha rappresentato un punto di riferimento ed oggi, con queste tecnologie, compie un ulteriore passo”
Una giornata di grande svolta per l’Ospedale Sant’Eugenio di Roma. Tra applausi, emozione e un forte senso di rinnovamento, sono stati inaugurati il nuovo reparto di Medicina, la rinnovata Terapia Intensiva, la TAC di ultima generazione a 256 strati e i lavori di adeguamento antisismico dell’edificio A.
Alla cerimonia ufficiale erano presenti il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il Direttore Generale della ASL Roma 2 Francesco Amato, il Direttore Sanitario Maria Cedrola e il Direttore Amministrativo Mirella Peracchi, insieme al Direttore Regionale della Sanità Andrea Urbani.
Il nuovo reparto di Medicina, collocato al quarto piano, mette a disposizione 18 posti letto (di cui 4 per terapia sub-intensiva) e 4 per il day hospital. Una struttura pensata per ridurre i tempi di attesa e alleggerire i flussi di ricovero dal pronto soccorso, dando risposte concrete e tempestive ai bisogni dei pazienti.
Ma la vera novità è anche la Terapia Intensiva: 520 metri quadrati, 10 posti letto e 2 stanze di isolamento, con apparecchiature di ultima generazione collegate a una nuova centrale di controllo. Un investimento che eleva gli standard di assistenza, garantendo monitoraggio continuo e sicurezza ai pazienti più fragili.
Il Sant’Eugenio si arricchisce inoltre di un gioiello tecnologico: la TAC 256 strati. Con un tempo di rotazione di appena 0,27 secondi, consente esami ad alta risoluzione in tempi rapidissimi, riducendo le scansioni e velocizzando i percorsi diagnostici, un supporto vitale per le emergenze del pronto soccorso.
Sul fronte della sicurezza, sono stati completati i lavori di adeguamento antisismico dell’edificio A: un intervento di consolidamento che assicura maggiore protezione a pazienti e personale in caso di eventi calamitosi.
“Non si tratta solo dell’inaugurazione di nuovi spazi e tecnologie – ha sottolineato il Direttore Generale Francesco Amato – ma della certificazione di un cambio di paradigma: l’ospedale non è più soltanto il luogo della riparazione del danno, ma diventa un luogo che si prende cura del paziente e lo accompagna lungo tutto il percorso di guarigione”.
Concetto ribadito anche dal Presidente Rocca: “Il Sant’Eugenio ritrova oggi la sua centralità in questo quadrante di Roma. È un passo importante verso una sanità che unisce ospedali e territorio, con l’apertura delle case della comunità e un ritmo incessante di innovazione. Voglio ringraziare tutto il personale: con queste strutture e queste tecnologie il Sant’Eugenio rafforza la sua vocazione di punto di riferimento per la città”.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.