Scheda nulla e scheda bianca: la protesta silenziosa del cittadino

Ecco l’opinione di due scrutatrici di Tor Bella Monaca
Camilla Dionisi - 20 Ottobre 2021

Numerose sono state le schede bianche e le schede nulle del ballottaggio del 17 e del 18 ottobre 2021. È una non comprensione dell’ufficialità e dell’importanza di decidere chi sarà al potere della propria città? Oppure rappresenta una protesta silenziosa dettata dai malcontenti che un cittadino cova senza mai vederli risolti? Le schede nulle o bianche

perdono ufficialmente valore a livello politico, ma dovrebbero invece rappresentare un campanello d’allarme a livello sociale.

Un elettore che annulla una scheda, una volta dietro la cabina, nonostante abbia carta e penna in mano, sente che la propria opinione resti comunque non ascoltata. Un elettore che, invece, decide di lasciarla in bianco, vuole far sapere che non è felice dei candidati, oppure un’opinione su di essi proprio non ce l’ha.

 

Entriamo nella realtà del VI municipio, a Tor Bella Monaca: due studentesse scrutatrici di vent’anni, Giorgia e Benedetta, entrambe residenti del quartiere, espongono il loro punto di vista sulla situazione.

“Penso che lasciare la scheda bianca sia comunque un voto”, spiega Giorgia.

“Astenersi è una scelta, la decisione di non esprimere un’opinione. La volta del ballottaggio ha visto molte schede bianche in più, probabilmente perché molti non sanno cosa devono votare. Abbiamo trovato più schede bianche che riguardano il municipio piuttosto che quelle del sindaco. Secondo me, certa gente annulla le schede perché non sa cosa votare, non se ne interessa, o se lo fa, dà per scontato che chi sarà al potere, aldilà di chi sia, non porgerà l’orecchio a nessuna lamentela o richiesta di aiuto. C’è molto disinteresse perché non è percepita l’importanza di andare a votare, e non esiste una campagna di sensibilizzazione a riguardo. La politica è per noi una cosa distante, vista come lontana, e non ci sentiamo toccati o presi in causa dalla persona che ci dovrebbe rappresentare. L’unica volta in cui si percepisce vicinanza, è quando c’è qualcosa che non va: l’aumento delle bollette, la gomma della macchina rovinata a causa delle buche di Roma, sporcizia di fronte alle case. Se ci fosse a livello politico una sensibilizzazione sull’importanza di andare a votare, le schede nulle diminuirebbero notevolmente”.

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Spiega Benedetta: “l’astensionismo aumenta sempre di più col passare degli anni: i cittadini non si sentono affatto rappresentati dalla politica al governo e se ne distaccano. Eppure, le schede bianche e le schede nulle rappresentano la volontà dei cittadini, seppur non ufficialmente, che partecipano andando a votare. Le schede bianche urlano la frase “non mi sento rappresentato”, soprattutto nel caso del ballottaggio, e in quest’ultima fase sono aumentate notevolmente. La volontà di scegliere era minima. Per quanto riguarda le schede nulle, molto spesso non c’è la volontà di renderle tali: c’è poca informazione, e capitano tantissimi errori che invalidano quel singolo voto. Invece, chi lo fa consapevolmente, come chi lascia scarabocchi o scrive nomi di chi non è nemmeno tra le scelte possibili, ha preferito partecipare dando un’opinione che sa che non conterà, e lascia che siano gli altri a scegliere”.

Scheda nulla e scheda bianca rappresentano, dunque, una protesta silenziosa, la volontà di non scegliere, oppure la mancanza di informazione sull’importanza dell’andare a votare, in quanto la politica è sempre di più percepita come un fatto che non ci riguarda, lontana ed estranea.

Ma, come cita Platone nell’Apologia di Socrate, “la pena che i buoni devono scontare per l’indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi.”


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