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Schiuma-Belluzzo (FDI): «Dopo la pergola da 138mila euro nel V municipio arriva quella a costo zero»

Un albero caduto sull’antico Acquedotto Alessandrino

Nota – Questo testo è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di Abitarearoma.it

«Dopo la pergola bioclimatica di Piazza dei Gerani, inaugurata soltanto pochi giorni fa e costata 138 mila euro, che al momento non sembra produrre quell’effetto refrigerante tanto pubblicizzato, oggi nel V Municipio scopriamo una nuova soluzione per creare zone d’ombra: un albero caduto sull’antico Acquedotto Alessandrino».

Lo dichiarano Fabio Schiuma, candidato al Consiglio Comunale di Roma, e Christian Belluzzo, dirigente romano di Fratelli d’Italia, commentando quanto documentato in via dell’Acquedotto Alessandrino.

«Una situazione che, al di là dell’ironia, non è altro che la dimostrazione dell’inadeguata manutenzione del verde da parte del sindaco Gualtieri e del suo Assessore all’Ambiente. Quando un albero di queste dimensioni arriva ad abbattersi a ridosso di un bene storico come l’Acquedotto Alessandrino, è inevitabile chiedersi se prevenzione, controlli e manutenzione del patrimonio arboreo siano stati realmente adeguati».

«E il paradosso è ancora più evidente se guardiamo alle scelte urbanistiche portate avanti dalla maggioranza di sinistra nel V Municipio. Si continuano a realizzare e riqualificare piazze fortemente pavimentate, senza avere la lungimiranza di prevedere adeguate zone d’ombra e una presenza significativa di alberature. Piazza dei Mirti, completamente pavimentata, rappresenta uno degli esempi più evidenti».

«Prima si progettano spazi pubblici dove il verde e l’ombra sembrano diventare elementi secondari, poi si spendono 138 mila euro per una pergola bioclimatica che dovrebbe contribuire a mitigare il caldo. Nel frattempo, gli alberi già presenti sul territorio necessitano di cura, controlli e manutenzione».

Schiuma e Belluzzo concludono: «Chiediamo che l’albero venga rimosso tempestivamente, che venga verificata l’eventuale presenza di danni all’Acquedotto Alessandrino e che siano controllate le condizioni delle altre alberature presenti nell’area. Roma possiede un patrimonio storico e ambientale straordinario: amministrarlo significa prima di tutto mantenerlo, proteggerlo e prevenire situazioni come questa. La manutenzione non può iniziare dopo che un albero è già caduto».

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