

I Fatti e i Misfatti di settembre 2010 (V) di Mario Relandini
Scommesse “on line” 1
"Gli italiani – secondo una ricerca dell’“Associazione europea per lo studio del gioco" – spendono più di 39 milioni di euro al mese solo nel mercato delle scommesse "on line".
Domanda: ma perché spendono quei 39 milioni di euro in scommesse "on line" e, poi, lamentano di non avere più in tasca un euro , dal 20 al 30 del mese, nemmeno per comperarsi il pane e il latte?
Scommesse "on line" 2
"Le scommesse "on line" – sempre secondo la ricerca dell’“Associazione europea per lo studio del gioco" – stanno ottenendo un vero e proprio "boom" tra i giovani dai 20 ai 35 anni".
Qui, però, sembra esserci qualcosa a non quadrare. Visto che – secondo le ultime statistiche – più del 60% dei giovani è disoccupato, sottopagato, retribuito "in nero" o miseramente precario, possibile che il restante scarso 40% non apprezzi la fortuna di avere un’“entrata” decente e finisca per giocarsela in scommesse e "poker" "on line"? Se davvero così fosse, ci sarebbe da essere seriamente preoccupati.
Il Calisto caduto da cavallo
"A Calisto Tanzi, il maggiore responsabile di quel ‘crac Parmalat’ che ha rovinato migliaia e migliaia di risparmiatori, è stato revocato per indegnità – su decreto del Presidente della Repubblica – quel titolo di ‘cavaliere del lavoro’ che gli era stato attribuito, per dignità evidentemente supposte, il 2 giugno 1984".
Che cosa farà, ora, il Calisto caduto da cavallo così vergognosamente? Normalità vorrebbe che cominciasse a fare lo stalliere.
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