

Nella capitale, il cuore della mobilitazione sarà Piazza Santi Apostoli, dove a partire dalle ore 10:00 è previsto un presidio che si preannuncia molto partecipato
Domani, 7 maggio, il mondo della scuola si ferma. Studenti, docenti e personale ATA incroceranno le braccia in tutta Italia per protestare contro la riforma degli istituti tecnici e professionali voluta dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
A Roma, il cuore della mobilitazione sarà Piazza Santi Apostoli, dove a partire dalle ore 10:00 è previsto un presidio che si preannuncia molto partecipato.
Al centro della protesta c’è la nuova architettura degli istituti tecnici, basata sul modello sperimentale 4+2: quattro anni di percorso scolastico superiore seguiti da due anni di specializzazione presso gli ITS Academy.
Secondo i sindacati e i collettivi studenteschi, questa struttura nasconde un drastico ridimensionamento dell’istruzione pubblica.
La denuncia è netta: il passaggio da cinque a quattro anni comporterebbe un taglio lineare delle ore di didattica e dei programmi, penalizzando la formazione culturale generale a favore di un addestramento precoce e settoriale.
La critica principale mossa al Ministero riguarda la crescente influenza dei privati. Gli ITS Academy, che dovrebbero completare il percorso, sono spesso enti a gestione mista o privata, talvolta a pagamento.
«Ancora una volta la priorità è tagliare fondi all’istruzione», spiega Bianca Piergentili, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio. «Questa riforma punta a ridurre le ore di insegnamento, diminuendo la formazione delle studentesse e degli studenti in favore di un’aziendalizzazione sfrenata del sistema scolastico».
La mobilitazione di domani non riguarda solo la componente studentesca. Anche il personale docente e ATA si schiera contro il provvedimento, temendo una dequalificazione del ruolo della scuola pubblica e una riduzione degli organici legata al taglio degli anni di corso.
Dopo le proteste e le assemblee che hanno animato i singoli istituti nelle scorse settimane, il fronte del “no” si riunirà domani a due passi da Piazza Venezia per chiedere il ritiro della riforma. Per chi dovrà muoversi nel centro di Roma, sono possibili disagi alla circolazione nell’area del presidio durante la mattinata.
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