

Sportelli di ascolto per studenti, supporto ai docenti e sostegno alla genitorialità. La legge Mitrano prevede una fase sperimentale di tre anni per testare l'efficacia del servizio
Con l’approvazione della proposta di legge n. 61 del 3 agosto 2023, la Regione Lazio compie un passo deciso verso il rafforzamento del benessere psicologico nelle scuole.
Il provvedimento introduce per la prima volta un quadro normativo organico per rispondere alle conseguenze lasciate dalla pandemia e all’aumento dei disturbi legati ad ansia, isolamento e fragilità emotiva, soprattutto tra i più giovani.
Non si tratta di un progetto sperimentale o temporaneo, come accaduto in passato, ma di un servizio strutturato di psicologia scolastica, pensato per diventare parte integrante del sistema educativo regionale.
Il nuovo modello va oltre il tradizionale sportello di ascolto rivolto esclusivamente agli studenti. La legge disegna infatti un sistema di supporto a 360 gradi, destinato all’intera comunità scolastica.
Per gli studenti, l’intervento si concentra su orientamento, rafforzamento dell’autostima, contrasto al bullismo e al cyberbullismo, prevenzione delle dipendenze e sostegno allo sviluppo cognitivo ed emotivo.
Un’attenzione specifica è rivolta anche a docenti e personale scolastico, che potranno contare su un supporto professionale per la gestione delle classi più complesse, la valorizzazione del ruolo educativo e l’accompagnamento degli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES).
Il servizio coinvolgerà infine anche le famiglie, attraverso iniziative pensate per rafforzare la corresponsabilità educativa e migliorare il dialogo e la collaborazione tra scuola e casa.
La legge non si limita a fissare obiettivi generali, ma definisce in modo puntuale anche l’organizzazione del servizio.
È prevista l’istituzione di un Comitato tecnico-scientifico, composto dal Presidente della Regione, dall’Assessore competente, da rappresentanti della dirigenza scolastica e dell’Ordine degli Psicologi, con il compito di indirizzare e monitorare l’attuazione del progetto.
Alla Giunta regionale spetterà invece l’adozione di un regolamento attuativo, che stabilirà i criteri territoriali per la distribuzione delle risorse, tenendo conto del numero degli alunni e delle specificità dei singoli istituti.
I fondi saranno erogati direttamente alle scuole, con meccanismi di controllo stringenti per garantire il corretto utilizzo dei finanziamenti e la reale efficacia degli interventi.
Per valutarne l’impatto concreto, il servizio di psicologia scolastica sarà avviato inizialmente in fase sperimentale per tre anni. Durante questo periodo, i risultati verranno costantemente monitorati, con la possibilità di apportare correttivi e miglioramenti.
L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare il servizio in un pilastro strutturale e permanente del sistema educativo laziale, capace di rispondere in modo continuativo alle nuove fragilità emerse tra bambini e adolescenti e di sostenere, allo stesso tempo, famiglie e operatori della scuola.
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