

Polemica per l'introduzione della festività dei defunti
La Giunta regionale del Lazio ha deciso quest’anno di reintrodurre, per i soli studenti, la festività del 2 novembre, quale commemorazione dei defunti.
"Festività – commenta la consigliera comunale di Sinistra, Ecologia e Libertà Maria Gemma Azuni – che non esiste per i lavoratori, e per i genitori, per i quali oggi è una normale giornata lavorativa".
"Per decisione della Regione quindi – continua la Azuni – quest’oggi esclusivamente i bambini, compresi i treenni delle materne, dovranno osservare l’opportuna contrizione per i defunti a scuole chiuse, mentre per i genitori evidentemente la ricorrenza non è degna di considerazione.
Forse si è voluto consentire ai più piccoli di andare ad omaggiare le tombe dei trisavoli (con la baby sitter, ovvio), e ai genitori di commemorare i propri morti sui luoghi di lavoro.
Ci si chiede se si rifletta al momento della calendarizzazione della chiusura delle aule scolastiche, non solo sul fatto che si impone un altro fardello sulle spalle dei genitori lavoratori (che debbono provvedere a come accudire i bambini in un giorno di "festa" solo per gli alunni), ma che anche le festività decise dalla Regione una finalità vagamente didattica dovrebbero osservarla.
E’ già difficile per un genitore affrontare il discorso della morte con i bambini, figuriamoci spiegare loro che l’argomento è degno di nota per i piccoli, non per gli adulti.
Se proprio si debbono individuare dei giorni di chiusura – conclude la consigliera – oltre le classiche festività, evidentemente per ragioni di risparmio, meglio sarebbe chiudere le aule per Halloween o San Valentino, piuttosto che per una ricorrenza veramente difficile da motivare con questi presupposti".
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