

Soldi "bruciati" per riparare ciò che viene distrutto, invece di essere investiti per rendere le aule più sicure e moderne
Sale il conto dei danni nelle scuole di Roma e provincia tra occupazioni, incursioni notturne e furti.
Un’emergenza che non si limita al disagio delle lezioni sospese, ma che si traduce in un conto salatissimo per la collettività: mezzo milione di euro l’anno.
Soldi “bruciati” per riparare ciò che viene distrutto, invece di essere investiti per rendere le aule più sicure e moderne.
Secondo la Città Metropolitana, la manutenzione degli istituti superiori è ormai un percorso a ostacoli. Daniele Parrucci, delegato all’edilizia scolastica, lancia l’allarme: ogni euro speso per ripulire i muri o sostituire finestre è un euro tolto agli interventi strutturali.
In un sistema che avrebbe bisogno di 200 milioni di euro per la messa in sicurezza definitiva, disporre di budget già esigui e doverli dirottare sulle emergenze vandaliche è un lusso che Roma non può più permettersi.
Il confine tra mobilitazione studentesca e atti criminali è diventato pericolosamente sottile.
Il disastro del Gullace: Il punto più basso è stato toccato con l’incendio di una succursale, un rogo che ha lasciato dietro di sé macerie per 2 milioni di euro.
Licei sotto scacco: Le recenti occupazioni al Virgilio e al Pacinotti-Archimede hanno presentato conti rispettivamente da 60mila e 50mila euro.
Raid notturni: All’Istituto Ruiz dell’Eur, la furia si è scatenata nel buio: 27 finestre prese a martellate e locali invasi dalla polvere degli estintori. Risultato? Didattica paralizzata e 30mila euro di danni.
L’assedio al Righi: Il prestigioso liceo centrale è stato colpito ripetutamente con scritte politiche e raid metodici, aula per aula, superando i 22mila euro di riparazioni.
Se le scuole superiori fanno notizia, il vandalismo non risparmia i più piccoli. Gli istituti comprensivi, cuore della socialità dei quartieri, sono diventati bersagli fragili:
Incendi e inagibilità: All’IC Nando Martellini, le fiamme hanno reso inutilizzabili diversi spazi.
Sassi e furti: Dalla “pioggia” di pietre contro le finestre dell’IC Nicola Calipari ai furti sistematici che stanno svuotando l’IC Dino Buzzati dall’inizio dell’anno.
Stop alle lezioni: Anche al plesso Vincenzo Cuoco, l’ultimo raid ha costretto i vertici scolastici a sospendere le attività, lasciando le famiglie nel caos.
Il paradosso della manutenzione: Roma si trova intrappolata in un circolo vizioso. Mentre gli edifici invecchiano e avrebbero bisogno di cure strutturali, le scarse risorse disponibili vengono “dirottate” per cancellare i segni della violenza gratuita.
Un danno doppio per gli studenti: costretti a studiare in ambienti degradati e, spesso, a vedere interrotto il proprio diritto all’istruzione per colpa di pochi.
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