

Fatti e misfatti di settembre 2013
Sempre in attesa dei tagli giusti
“Per coprire la cancellazione del pagamento della prima rata dell’Imu – è filtrato da Palazzo Chigi – il Governo sarà costretto a tagliare i finanziamenti per la creazione di nuovi posti di lavoro, per nuove assunzioni nelle forze di polizia e nei nuclei antievasioni, per la manutenzione della rete ferroviaria, per una maggiore e migliore efficienza energetica”.
“La Repubblica”, nel dare l’informazione, è parsa essere molto soddisfatta. Fatti suoi, anche se vergognosamente e cinicamente strumentali. I cittadini, i quali sono più interessati alle loro legittime esigenze e alle loro richieste di servizi validi piuttosto che alle strumentalizzazioni politiche, dovrebbero invece essere tutt’altro che soddisfatti. Anche perché sanno benissimo che, per coprire il mancato introito della prima rata dell’Imu, il Governo avrebbe potuto reperire i fondi in ben altro e più ovvio modo. Come tagliare davvero i costi della politica, abolire davvero le Province, vendere i beni demaniali dismessi e fare a meno di certi aerei “F35” tutt’ altro che urgenti e, addirittura, inutili perché – come continuano a confermare anche gli stessi generali dell’Areonautica Usa – per troppi motivi insicuri. Inghilterra, Danimarca, Olanda, Turchia, Canada e Australia ne hanno disdetto il contratto di acquisto o hanno sospeso gli ordini almeno per il momento. Perché non potrebbe farlo anche l’Italia? Per una certa prudenza, ma anche per un buon risparmio che potrebbe evitare tanti tagli assurdi o dolorosi.
Papa Francesco e Emma Bonino di qua, la “lobby delle armi” di là

“Sabato prossimo – è la notizia – il Capo della Cristianità, Papa Francesco, e il Ministro degli Esteri, l’anticlericale da sempre Emma Bonino, digiuneranno perché il Cielo per l’uno e la Ragione per l’altra convincano il Presidente Usa, Barack Obama, a non intervenire in armi contro la Siria. Anche per evitare che la scintilla possa causare l’incendio terribile di tutta la regione”.
Una notizia, indubbiamente bella e confortante. Bisognerà però vedere se, nello stesso tempo, la potente “lobby delle armi” deciderà di digiunare perché il cinico e feroce Demone della guerra convinca il Presidente Usa all’intervento. Ancora una volta, drammatica, la dura lotta tra il Bene e il Male.
“Mister prezzi” non c’è più o dorme?
“Allontanatosi il pericolo di un rapidissimo intervento Usa in Siria – è la denuncia delle varie associazioni dei consumatori – il costo del carburante è diminuito su tutti i mercati internazionali, ma è al contrario aumentato nei distributori di tutte le città italiane”.
Domanda ignorante: ma esiste ancora, nella organizzazione dello Stato italiano, il famoso “Mister prezzi” istituito dalla “Legge finanziaria” del 2008? Se dovesse ancora esistere, dov’è e, soprattutto, che cosa fa? Dorme, in tv guarda solo i teleromanzi e, se esce di casa, è unicamente per andare a giocare al lotto? Qualcuno, se dovesse ancora esistere, dovrebbe ridurgli la dose di sonnifero e fargli “toc toc” sulla spalla per ricordargli il suo ruolo e i suoi compiti. Ma subito. Perché, mentre negli altri Paesi il prezzo del carburante è ridisceso o perlomeno non è salito ancora, in Italia sta sfiorando, quasi ovunque, i due euro al litro.
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