Sempre più concreto il rischio asta per gli immobili di Monte Stallonara

Tra due mesi l'immobile in via Decimomannu rischia di essere venduto all'asta

In un nostro articolo del 17 dicembre avevamo raccontato il calvario degli assegnatari degli immobili di via Decimomannu, facenti parte del piano di zona B50 in zona Monte Stallonara, che rischiavano di veder messi all’asta gli alloggi di cui erano legittimi assegnatari per via di un corto circuito che si era creato tra la cooperativa Acli Castelli Romani Seconda ed il Comune di Roma.

Tale problema nasceva dal mancato pagamento della cooperativa di 2,2 milioni di euro alle banche per il finanziamento erogato e la conseguente immissione nel patrimonio da parte del Comune degli immobili in questione. Comune che però non aveva effettuato il pagamento delle somme che, di conseguenza, erano state chieste agli assegnatari, con una procedura di pignoramento avviata, finalizzata alla messa all’asta degli immobili da parte della società di recupero crediti AMCO.

In conseguenza di questo rischio, il 16 ottobre 2024 i consiglieri Virginia Raggi (M5S) e Antonio De Santis (Lista Civica Raggi) avevano presentato una mozione urgente per chiedere di sospendere i pignoramenti delle case, mozione approvata in Aula Giulio Cesare da tutta la maggioranza .

 

 

Ma, ad un mese e mezzo di distanza, la situazione di estremo rischio per gli assegnatari non sembra essere cambiata. E i tempi di una possibile messa all’asta si avvicinano sempre di più, confermati soprattutto sia dagli annunci pubblicati sui principali portali online di compravendita di immobili sia sui siti specializzati in aste giudiziarie.

Non ce l’aspettavamo minimamente, è un fulmine a ciel sereno” ha detto Monica Polidori, Presidente del Comitato di Quartiere Monte Stallonara “avevamo parlato con tutti i responsabili politici, ed era stata votata da tutti la mozione presentata dalla Raggi che impegnava gli uffici a fare determinate cose, mentre gli uffici non hanno fatto niente! Quindi devono trovare una soluzione, perché se le case vanno all’asta il 20 marzo si ritroveranno in un mare di guai, perché inizieranno una serie di cause nei confronti del Comune, nei confronti dei funzionari e nei confronti dei dirigenti. Dopo oltre 15 anni ci ritroviamo in una situazione in cui, oltre ad aver subito tutto quello che è capitato per colpa delle cooperative, il Comune non salva le sue case che sono comunque rientrate nel patrimonio capitolino con la delibera di annullamento.

 

 

Questo è il risultato dell’inerzia e dell’incapacità dell’amministrazione capitolina” – l’accusa degli assegnatari riuniti nel Comitato Monte Stallonara – “che non sembra curarsi di chi su una casa ha investito i risparmi di una vita e che ora rischia di finire per strada a causa della omessa vigilanza alla quale l’amministrazione stessa è obbligata

Presente sul posto per parlare con i legittimi assegnatari, il Presidente della Commissione capitolina al Patrimonio e alle Politiche abitative Yuri Trombetti, alla domanda se ci siano ancora speranze, ha risposto “assolutamente si, siamo al lavoro per questa cosa. Abbiamo fatto la nostra proposta al curatore fallimentare, mettendo anche dei soldi perché queste case non possono andare all’asta.

L’altra cosa importante è che abbiamo iniziato i lavori di un tavolo, la cui prima riunione è prevista per il 30 gennaio con l’assessore Veloccia, per ridefinire queste tabelle dei prezzi massimi di cessione che non tengono conto di qual è la realtà di queste case. Possiamo garantire ai cittadini che nessuna di queste case andrà all’asta.”

Ma il tempo per risolvere la situazione comincia ad essere poco, mentre le preoccupazioni di chi rischia di perdere i risparmi investiti crescono giorno dopo giorno senza che sia stata ancora raggiunta una soluzione concreta al loro problema.

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