

In diversi quartieri della città centinaia di posti auto restano inutilizzati, nonostante la cronica mancanza di sosta per i residenti
C’è un esercito silenzioso di serrande abbassate che aspetta di tornare a vivere. Non solo riaprendo i banchi di frutta e verdura, ma liberandosi di anni di immobilismo, burocrazia e strutture ormai superate.
Nei mercati rionali di Roma si gioca oggi una partita decisiva: trasformare luoghi spesso dimenticati in nuovi spazi di socialità, cultura e servizi per i quartieri.
È questa la sfida lanciata dal Campidoglio guidato dal sindaco Roberto Gualtieri, che punta a rilanciare i mercati cittadini seguendo l’esempio del modello più riuscito degli ultimi anni, quello del Mercato di Testaccio.
L’idea è chiara: non più solo luoghi di commercio tradizionale, ma veri hub urbani dove convivono acquisti di prossimità, eventi culturali, spazi di incontro e nuove attività.
La strada, però, è tutt’altro che semplice.
Uno dei nodi più evidenti riguarda i parcheggi dei mercati. In diversi quartieri della città centinaia di posti auto restano inutilizzati, nonostante la cronica mancanza di sosta per i residenti.
Succede nei mercati di via Chiana, nel quartiere Trieste-Salario, di via Catania nel quartiere Nomentano e di via Antonelli al Pinciano.
Strutture che dispongono di garage multipiano o parcheggi interni mai realmente entrati in funzione, bloccati da anni di rimpalli tra dipartimenti comunali, uffici tecnici e Municipi.
Il risultato è un paradosso tutto romano: circa 400 posti auto inutilizzati proprio nei quartieri dove parcheggiare è diventato un’impresa quotidiana.
Una possibile svolta potrebbe arrivare dal mercato di via Chiana, dove il parcheggio multipiano, chiuso dal 2017, dovrebbe essere messo a bando entro l’estate per trovare un operatore privato disposto a riqualificarlo e riaprirlo finalmente ai residenti.

Nel quadrante di Piazza Bologna il restyling dei mercati è già iniziato. Al mercato di via Catania è stato realizzato uno spazio centrale pensato non solo per gli acquisti ma anche per eventi culturali, incontri e letture.
A pochi isolati di distanza si prepara invece un intervento più radicale. A Piazza dei Vespri Siciliani è pronto a partire un cantiere da circa 1,5 milioni di euro: gli operatori verranno temporaneamente trasferiti per consentire l’avvio dei lavori, che prevedono la demolizione delle strutture più obsolete e la realizzazione di un nuovo plateatico con aree verdi e box moderni.
Scenario diverso nel quartiere di San Lorenzo. Qui il mercato di Largo degli Osci continua a vivere una situazione di isolamento urbanistico.
Nonostante alcuni interventi sugli impianti e sulle strutture interne, il mercato resta chiuso verso la piazza, separato da cancellate che nelle ore serali diventano spesso rifugio per il degrado.
Per cambiare davvero la situazione, secondo gli addetti ai lavori, servirebbe una variante urbanistica capace di ridisegnare completamente il rapporto tra mercato e spazio pubblico.
Nel quadrante di Monteverde il futuro dei mercati si gioca su due fronti.
Da una parte il mercato di via Niccolini, destinato a diventare entro il 2026 un esempio di struttura aperta al quartiere e integrata con la vita della strada.
Dall’altra il progetto molto più ambizioso di riqualificazione del mercato di Piazza San Giovanni di Dio, dove si immagina un polo dedicato a street food, laboratori artigianali e attività culturali.
Anche a sud della città si studiano nuovi modelli di mercato. Nel quartiere di Spinaceto l’idea è quella di installare pannelli fotovoltaici sulla copertura del mercato per creare una comunità energetica locale capace di produrre energia condivisa.
Più complesso invece il rilancio del mercato di Tor de’ Cenci, ancora segnato da una struttura datata in stile tendone anni Settanta che si vorrebbe trasformare in uno spazio per eventi e manifestazioni estive.
La direzione è ormai tracciata: meno corridoi chiusi e più piazze aperte alla città.
Il mercato del futuro, secondo il Campidoglio, non sarà soltanto un luogo dove fare la spesa, ma uno spazio urbano vivo dove incontrarsi, lavorare, partecipare a eventi e riscoprire la dimensione del quartiere.
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