

In Francia scoppia il caso, ma anche in Italia il fenomeno è diffuso. I giovani cosa ne pensano?
A volte capita che le inserzioni suonino un po’ strane, come ad esempio questa: "Offro a studentessa una stanza doppia, costo 270 euro. Per il pagamento chiedo solo prestazioni sessuali". Uno scherzo? No, è la realtà: un vero e proprio baratto, coinvolgente spesso studentesse universitarie, svelato pochi mesi fa in Francia da un’inchiesta, ma diffuso anche nel nostro Paese, come testimonia l’annuncio appena riportato. E come quello tanti altri. I transalpini hanno portato sotto i riflettori lo strano uso qualche mese fa, grazie al romanzo – confessione Mes chères études ("I miei cari studi") dell’ universitaria Laura D., 20 anni e costretta a prostituirsi per pagarsi gli studi. Anche altri giornali francesi si sono occupati del caso, da Le Figaro a Liberation, mentre in Italia un’analoga inchiesta giornalistica è stata condotta da La Repubblica. Con gli stessi esiti raggiunti in Francia: anche da noi in alcune inserzioni si chiede sesso a una studentessa e in cambio si offre una casa.
Un altro segno dell’Apocalisse della società moderna? O un gesto da rispettare se libero? La parola ai giovani. Francesca assiste all’incontro della Sinistra Arcobaleno che tratta proprio del rapporto tra le nuove generazioni e la politica, a Roma, al quale presenzia anche Fausto Bertinotti. Le chiediamo come giudica il fenomeno del “sesso per un tetto”. “Io non lo farei mai – ci risponde – ma le ragazze non sono tutte uguali…e bisognerebbe vivere le situazioni in prima persona per avere la giusta prospettiva”. Né una chiusura, né un’approvazione. Sentiamo allora Fulvia, sperando in una risposta diversa: “Non accetterei, ne sono sicura, e non mi sembra un fenomeno naturale, anzi è il segno dell’annichilimento dei valori”, ci replica. Però… “Però non si possono giudicare le ragazze che lo fanno, magari ne hanno bisogno…e comunque non le costringe nessuno, scelgono loro se accettare o meno”.
Questa “economia alternativa” interessa soprattutto le ragazze, ma talvolta anche i ragazzi, chiamati a ricoprire il ruolo di gigolò. E allora sembra giusto sentire anche una voce maschile. Fermiamo Daniele, che dopo un attimo di riflessione ci risponde così: “E’ una situazione di degenerazione sociale: la precarietà e gli affitti spietati portano addirittura a questo”. Ma anche qui, con una ripetitività quasi schematica nelle risposte, arriva il “però”. “Però…con quello che costano gli affitti…se fossi in condizioni disperate…ci potrei pensare”. “Dipende”, conclude. E forse è la risposta alla domanda iniziale: stigmatizziamo o no? Forse, a un’analisi più accurata, il piano del discorso andrebbe traslato: il fenomeno si avrebbe ugualmente se gli affitti non fossero così crudelmente alti, i mutui così spaventosamente variabili, il lavoro così minacciosamente precario? Solo in quel caso, la scelta di “sesso per tetto” potrebbe dirsi, per chi la compisse, veramente libera.
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