

Gemellaggio tra Nimby trentino, la Rete Regionale Rifiuti Lazio e Il Corriere Sestrese di Genova
Questa settimana sarà caratterizzata dal digiuno comune di alcuni cittadini laziali, trentini e liguri in opposizione all’inceneritore Trentino, al gassificatore di Roma-Malagrotta e all’inceneritore di Genova-Scarpino. Il digiuno proseguirà finchè non ci saranno reali segnali di apertura verso una nuova politica di gestione dei rifiuti.
È dimostrato che il bilancio energetico complessivo è decisamente a sfavore dell’incenerimento, una scelta politica ritenuta da molti di corto respiro e energivora che trasforma, solo, il rifiuto in residui pericolosi, ceneri e emissioni tossiche, con uno scarso recupero energetico e con i maggiori costi e vincoli a carico della comunità.
In un comunicato comune di Nimby trentino, Rete Regionale Rifiuti Lazio e Il Corriere Sestrese di Genova, si legge: “in questo contesto è semplicemente scandaloso e paradossale che amministrazioni provinciali e regionali, che hanno cercato consensi in nome della partecipazione e della sostenibilità ambientale, stiano permettendo la costruzione di un gassificatore a Malagrotta, vero cratere alla periferia della capitale con la megadiscarica, la raffineria, i depositi di gas e l’inceneritore di rifiuti ospedalieri e la progettazione e la costruzione di inceneritori a Trento e a Genova”.
La legge finanziaria 2007, imponendo il 50% di raccolta differenziata al 2009 e il 60% al 2011, ha tracciato la strada per una gestione dei rifiuti sostenibile, che andrebbe percorsa nella consapevolezza di ridurre il duplice oltraggio cui viene sottoposto l’ambiente naturale: da una parte fornire le risorse per lo sviluppo e dall’altra riceverne gli scarti.
La proposta condivisa nel gemellaggio è una politica di riduzione integrata dalla minimizzazione-riduzione della produzione di rifiuti, anche tramite il riuso a monte della raccolta differenziata, seguita a valle dal trattamento meccanico biologico del residuo ed evitando la produzione di CDR. Vincente in termini di risparmio energetico, inquinamento, emissione di CO2 e occupazione di operatori.
Con il digiuno i cittadini si aspettano dalle istituzioni, quei reali, e tanto attesi, segnali di apertura verso un responsabile e sostenibile approccio alla questione dei rifiuti.
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