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Sgomberi al Campo rom di via dei Gordiani: la posizione di Rifondazione comunista

In merito agli sgomberi che, da circa una settimana, sono in via di effettuazione nel campo rom

In merito agli sgomberi che, da circa una settimana, sono in via di effettuazione nel campo rom di via dei Gordiani, il gruppo di Rifondazione comunista (Francesco Sirleto e Claudio Gambini) insieme all’Assessore all’Urbanistica, appartenente allo stesso partito, Piero Frontoni, hanno diramato il seguente comunicato:

“All’interno del campo rom di via dei Gordiani esiste indubbiamente un problema di rispetto della legalità, del resto avvertito e segnalato dalla grande maggioranza dei rom abitanti nel campo. A questo problema è necessario far fronte con gli strumenti, anche quelli più severi, previsti dalle leggi dello Stato. Chi delinque, e in particolare coloro che coinvolgono nelle loro attività criminose i minori, deve essere perseguito dagli organi preposti alla tutela dell’ordine pubblico (polizia, carabinieri e magistratura) anche con l’arresto e la detenzione, seguiti da un immediato e giusto processo che riconosca il diritto alle difesa per le persone inquisite. Nel contempo devono essere salvaguardate le persone che, con le attività criminose, o non hanno niente a che vedere oppure ne subiscono, in quanto vittime, le conseguenze. Inoltre deve essere tutelata quella maggioranza di abitanti del campo, soprattutto minori, che essendo nati e cresciuti all’interno della struttura, hanno ormai maturato una rete di relazioni sociali che li ha condotti ad integrarsi in maniera accettabile nella vita del quartiere. Anche tra le famiglie che sono state allontanate dal campo vi sono minori per i quali l’allontanamento potrebbe costituire un rimedio peggiore del male, rendendoli più soggetti ai condizionamenti ambientali e più disponibili a farsi strumenti, loro malgrado, delle attività criminose degli adulti. Per questi minori è necessario prevedere un ritorno nel campo (nel quale oltretutto sono nati e cresciuti) e la loro restituzione alle attività scolastiche ed educative. Ci sembra necessario altresì assicurare, nel futuro sia immediato che a lungo termine, un controllo più assiduo nel campo da parte delle autorità comunali, interventi educativi extrascolastici, anche ricreativi e sportivi, a vantaggio dei minori. Non ci sembra, inoltre, affatto opportuno distruggere i containers delle famiglie allontanate: si tratta di beni acquistati con fondi pubblici, che potrebbero più utilmente essere assegnati ad altre famiglie abitanti nel campo. Ricordiamo, infatti, che negli ultimi tempi si è assistito ad un incremento di popolazione, con conseguente aumento delle convivenze e coabitazioni. Infine, per quanto riguarda la ventilata ipotesi di un abbattimento del campo, siamo nettamente contrari, in quanto tale eventualità rappresenterebbe la fine di una delle esperienze più riuscite di presenza e di integrazione di un campo rom all’interno della città; il campo va bonificato, migliorato, ma non va distrutto; non vorremmo che, dietro coloro che ventilano tale ipotesi, si nascondano personaggi che, da alcuni mesi, vanno proponendo iniziative speculative sulle aree, compresa quella dell’attuale campo rom, che gravitano intorno alla futura stazione Teano della Metro C.

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