

Il vicepresidente del consiglio in municipio XI Marco Palma: “Presentato un esposto alla Procura della Repubblica per il mancato sgombero di quella scuola"
Avere un tetto sulla testa non è sempre sinonimo di sicurezza. Anzi. In questa storia ci sono tante, tantissime famiglie che da anni vivono in uno stabile pericolante.
Ma qui “l’incolumità pubblica” sembra non contare molto, poiché le richieste di sgombero dell’ex scuola 8 Marzo, alla Magliana, sembrano essere cadute nel dimenticatoio.
Nonostante i numerosi tentativi dell’amministrazione municipale di liberare l’edificio, il Campidoglio non ha offerto il supporto necessario. Il risultato? L’edificio resta occupato, una situazione che sembra ormai incancrenirsi.
“Ho presentato un esposto alla Procura della Repubblica per il mancato sgombero di quella scuola – tuona Marco Palma, consigliere di FdI e vicepresidente del consiglio del municipio XI – ho chiesto di accertare se l’inazione di alcune istituzioni, di fronte a ripetute richieste di sgombero, possa configurare un reato: l’omissione d’atti d’ufficio”.
La necessità di liberare l’immobile non nasce dal nulla. Prima di tutto, “quello stabile è pericolante”, ha spiegato Palma, citando una commissione municipale che ha certificato la pericolosità della struttura.
Progettata per sostenere i carichi di una scuola, l’edificio è oggi sovraccarico di tramezzi, mobili, e addirittura piscine sul tetto, frutto di un’occupazione che ha visto oltre 300 persone trasformare radicalmente l’edificio, ma senza preoccuparsi della sua sicurezza.
C’è poi un altro aspetto, altrettanto importante: il potenziale dell’immobile. Nella zona è in programma la costruzione di un ponte ciclo-pedonale che collegherà Pian due Torri con la Vasca Navale, sede di alcune facoltà di Roma Tre.
“Se l’ex scuola venisse affidata all’università Roma Tre, potrebbe diventare un vero e proprio motore di rinascita per il quartiere, valorizzando anche i negozi al piano terra dell’INPS e gli edifici residenziali circostanti”, osservano alcuni.
Anche su questo fronte, la procura è stata chiamata a verificare se la mancata liberazione dell’ex scuola abbia causato un impoverimento del patrimonio immobiliare di Roma Capitale e un danno al tessuto economico e sociale del quartiere.
Ma non finisce qui. Si registra anche il fallimento di un tentativo del Campidoglio di riqualificare l’edificio. Durante la seconda consiliatura di Veltroni, il consiglio comunale aveva deciso di concedere l’ex scuola a Sviluppo Italia Spa per trasformarla in un incubatore d’impresa. Un progetto ambizioso, che però non è mai decollato.
Sedici anni dopo, l’Aula Giulio Cesare è tornata a discutere del futuro dell’ex scuola, ma solo per bocciare la richiesta di sgombero avanzata dal centrodestra. Paradossalmente, una richiesta simile era stata approvata nel municipio XI dalla maggioranza di centrosinistra.
Il risultato? In municipio la proposta è passata, in comune no, e l’occupazione è rimasta al suo posto, un simbolo di un’impasse che sembra impossibile da superare.
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